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Carissimi,

siamo lieti di inviare, con gentile richiesta di pubblicazione e diffusione, il COMUNICATO STAMPA relativo a:
 
Inaugurazione del Festival Teatrale di Resistenza
Mercoledì 7 luglio 2015 ore 21.15
55° Anniversario dei Caduti di Reggio Emilia
Ore 21.30 “Figlie dell’epoca. Storia di (alcune) donne della grande guerra”
 
 
Rimanendo a disposizione per invio di ulteriori materiali, ecc.
un caro saluto
Liviana Davì

Ufficio Stampa Istituto Cervi
Email: stampa@istitutocervi.it
Tel: 0522 678356

COMUNICATO STAMPA

con cortese richiesta di pubblicazione e/o diffusione

 14° FESTIVAL TEATRALE DI RESISTENZA

Premio Museo Cervi - Teatro per la Memoria 

Gattatico (Reggio Emilia), Museo Cervi

7 > 25 luglio 2015 

Mercoledì 7 luglio 2015 ore 21.15

Inaugurazione del Festival Teatrale di Resistenza

55° Anniversario dei Caduti di Reggio Emilia

Ore 21.30 “Figlie dell’epoca. Storia di (alcune) donne della grande guerra”

Nel giorno del 55° Anniversario dei Caduti di Reggio Emilia inaugura la quattordicesima edizione del Festival di Resistenza, rassegna di teatro civile contemporaneo, ideato e promosso dall’Istituto Alcide Cervi e da Cooperativa Boorea, con il patrocinio dell’Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna, con il patrocinio del Comune di Reggio Emilia e Comune di Parma, della Provincia di Reggio Emilia e di Parma, dei Comuni di Gattatico, Campegine, Sant’Ilario d’Enza, Castelnovo di Sotto, Fontanellato, Poviglio, che si svolgerà sino al 25 luglio, al Museo Cervi di Gattatico (Reggio Emilia), negli spazi esterni della casa contadina abitata dalla famiglia Cervi, oggi moderno Museo di Storia contemporanea.

Dopo l’inaugurazione alle ore 21.15, seguirà, primo spettacolo in concorso, alle ore 21.30Roberta Biagiarelli con“Figlie dell’epoca. Storia di (alcune) donne della grande guerra”, drammaturgia di Simona Gonella, advisor storico Gemma Bigi, produzione La Corte Ospitale – Rubiera (RE), Babelia&C, in collaborazione con Istoreco - Reggio Emilia, Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Fano, con il sostegno di Converse.

Lo spettacolo, nell’anno del Centenario della Prima Guerra Mondiale propone una visione del conflitto attraverso gli occhi delle donne. Facendosi ponte tra le donne di ieri e quelle di oggi, l’attrice dà voce alle ‘figlie di quell’epoca’ e della sua, creando un cosmo popolato da donne con biografie esemplari dentro al flusso della Storia.

Il novecento si apre e si chiude a Sarajevo”. Frase consumata – scrive Roberta Biagiarelli - ma efficace per creare un ponte tra l’inizio della prima “grande guerra” e le macerie dell’ultima guerra in terra d’Europa: il conflitto tra gli stati dell’ex-Jugoslavia. Ecco, io quel conflitto l’ho attraversato e lo conosco a fondo. Sono più di quindici anni che ne parlo attraverso le parole di un altro spettacolo e lo abito nelle sue conseguenze, come artista ed essere umano, nei miei viaggi, progetti ed azioni concrete nei confronti della Bosnia-Herzegovina, ed in particolare delle sue donne. Il conflitto della prima guerra mondiale invece no, lo conoscevo poco, era ancora storia di libri, di scuola, di film. Poi c’è questo Centenario (1915- 2015) che arriva, quella frase consumata che mi rimbomba nelle orecchie ed ecco che mi metto a cercare dove sono io rispetto ad un evento che ha segnato così profondamente la storia e il territorio europeo. E scopro che io vedo quel conflitto con gli occhi delle donne, che quando cerco, cerco un catalogo di voci, corpi, persone che non sono partite per il fronte – cose da uomini – ma che sono ugualmente andate in guerra come crocerossine, operaie, braccianti, ma anche come intellettuali, pensatrici, pacifiste e antimilitariste. E scopro che 1.136 di loro hanno fatto del pacifismo in tempo di guerra, un evento che trascende ogni mia immaginazione: l’auto convocazione il 28 aprile 1915 all’Aja del Congresso internazionale femminile per discuteredel ruolo delle donne per la diffusione di una cultura di pace. Attraversando i confini di un continente in guerra, donne di tutta Europa e dall’America si sono radunate per parlare di pace (nota bene: dalle 1.136 che si sono autoconvocate il numero è poi salito a più di 2.000). E allora, io mi metto a confronto con quelle donne e tento la strada di un dialogo, di una rappresentazione, di una memoria; mi metto dentro le loro storie, aggiungo le mie di questi anni di Bosnia, di artista, di donna e traccio una linea immaginaria tra loro e me.

Dopo lo spettacolo seguirà una degustazione dei prodotti dell’Azienda ‘Nonna Lea’ di Quattro Castella, del Consorzio Strada dei Vini e dei Sapori delle Colline di Scandiano e Canossa, accompagnata dai Vini della Cooperativa ‘Cantine Riunite’ di Campegine.

Il Progetto del Festival è a cura di Paola Varesi, Stefano Campani, Mariangela Dosi, Raffaella Ilari e con la collaborazione di William Bigi.

La Giuria è composta da: Lorenzo Belardinelli, Alessandra Belledi, Gigi Dall’Aglio, Giuseppe Romanetti, Patrizia Tamassia e un rappresentante dell’Istituto Cervi.

L’ingresso agli spettacoli è a offerta libera.

Il Museo rimane aperto durante le serate di spettacolo.

Nelle serate del Festival è aperto il servizio bar e ristorante al caffè del Museo dalle ore 19 alle ore 24.Su prenotazione è disponibile anche un servizio di ristorazione con specialità del territorio. Per prenotare +39.347.3743765 - ristorazione@museocervi.it.

 

Informazioni e prenotazioni

Museo Cervi, via Fratelli Cervi 9 - Gattatico (Reggio Emilia)

Tel.0522.678356 – Fax 0522.477491

info@istitutocervi.it

Ufficio Stampa e Comunicazione Istituto Cervi

Liviana Davì, Tel.0522.678356 – stampa@istitutocervi.it

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