Emilio Sereni e la “Storia del paesaggio agrario italiano”

A Nord della Casa Museo Cervi sorge l’edificio inaugurato nel 2008 che contiene la Biblioteca e l’Archivio di Emilio Sereni, il padre ancora oggi indiscusso della definizione di paesaggio agrario, «Quella forma che l’uomo, nel corso ed ai fini delle sue attività produttive agricole, coscientemente e sistematicamente imprime al paesaggio naturale»Sereni (Roma 1907-1977) fu un uomo coltissimo, intellettuale, politico, studioso rigoroso, storico dell’agricoltura, economista. Dedicò la vita allo studio dell’agricoltura, dagli aspetti più agronomici e naturali a quelli sociali, dalle trasformazioni nelle campagne alle organizzazioni sindacali e professionali. È stato uno degli esponenti comunisti più attivi nella lotta antifascista in Italia e poi in Francia, uno dei padri della Repubblica (membro dell’Assemblea Costituente), Ministro dell’Assistenza post-bellica, dei Lavori Pubblici e poi senatore e deputato fino agli anni Settanta, fondatore e presidente dell’Alleanza Nazionale dei Contadini, direttore di Critica marxista e cofondatore dell’Istituto Alcide Cervi.

La sua Storia del paesaggio agrario italiano resta un’opera fondamentale per comprendere l’evoluzione e il valore delle campagne e dell’agricoltura come patrimonio del nostro paese; duemila anni di storia che, partendo dal lavoro degli agricoltori, ci proiettano nell’attualità della conoscenza, tutela e valorizzazione del paesaggio, che è al tempo stesso bene ambientale e culturale, prodotto storico e spinta all’impegno civile.

Nella Biblioteca Archivio Emilio Sereni sono conservati i suoi oltre 22.000 volumi di agricoltura, storia, economia e antropologia, riviste, rarità bibliografiche di interesse agrario; migliaia sono gli estratti contenuti negli oltre 740 faldoni dell’archivio di documentazione e ben oltre 300.000 le schede e gli appunti bibliografici da lui stesso stilati nello schedario bibliografico.

 

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