Festival Teatrale di Resistenza 2021: il programma completo

20 ANNI DI FESTIVAL

20° Festival Teatrale di Resistenza 2021

I sette spettacoli selezionati

Sotto la Grande Quercia – Il blog di Raffaella Ilari

Premio Museo Cervi – Teatro per la Memoria

Dal 7 al 25 luglio 2021

Casa Cervi, Gattatico (Reggio Emilia)

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Le serate sono a capienza limitata, in ottemperanza alle misure anti-Covid; è necessario portare la mascherina.
L’ingresso è a offerta libera; si consiglia di arrivare almeno 20 minuti prima dell’inizio degli spettacoli.
La prenotazione è obbligatoria ai numeri 0522 678356 / 333 3276881 e via email al seguente indirizzo: info@istitutocervi.it
In caso di maltempo gli spettacoli si terranno al chiuso. Durante le serate di spettacolo Casa Cervi rimane aperta ai visitatori. Per aggiornamenti e modifiche consultare www.istitutocervi.it e i profili social dell’Istituto.

Casa Cervi, Via Fratelli Cervi 9, Gattatico (Reggio Emilia) Telefono: 0522 678356
info@istitutocervi.itwww.istitutocervi.itfestival.istitutocervi.it
www.facebook.com/festivalteatralediresistenza
Instagram: @istitutocervi

PROGRAMMA

 

SABATO 19 GIUGNO 2021

Dalle 10.00 alle 13.00 / Convegno / Circuito Off
20 anni di Festival Teatrale di Resistenza al Museo Cervi: il teatro civile dopo la pandemia

In occasione dei 20 anni del Festival Teatrale di Resistenza, il Convegno vuole dare un suo contributo alle riflessioni in atto nel mondo del Teatro, collegate più in generale a quelle scaturite dalla pandemia nell’ambito culturale, dove stanno maturando nuove esigenze ma anche nuove risposte.

 

 

MERCOLEDÌ 7 LUGLIO 2021


INAUGURAZIONE DEL FESTIVAL

Ore 18.00 / Circuito Off
Gigliola Sarzi. Sulla Luna e sulla Terra fate largo ai Sognatori

 

Inaugurazione della mostra fotografica di Monica Benassi

Spazi espositivi del Museo Cervi, dal 7 luglio al 30 agosto
In collaborazione con Circuito Off di Fotografia Europea

La mostra, organizzata in collaborazione con il Comune di Gattatico e la Fondazione Famiglia Sarzi, è inserita nel circuito off di Fotografia europea 2021. Nella mostra saranno esposte stampe in bianco e nero analogiche e provini in banda da negativi inediti della fotografa Monica Benassi sulla vita e l’esperienza artistica di Gigliola Sarzi, realizzate tra il 2008 e il 2009 in occasione degli spettacoli di Gigliola nel “teatro di cortile” di Gabriella Bonini, dedicati a amici e fotografi. Nella Sala Genoeffa Cocconi, adiacente alla mostra, verrà proiettata una video-intervista inedita a Gigliola Sarzi, a cura di Umberto Fabi, attore e regista recentemente scomparso. Le riprese video e il montaggio sono del videomaker Giacomo Bernardi.


Ore 20.00 /
Circuito Off
ARCADIA ASD-ANPI-ISTITUTO CERVI

COSE PREZIOSE

Breve performance fra Teatro e Danza

regia Riccardo Gallesi

Le cose preziose sono tutti quegli oggetti senza valore reale ma ad alto valore soggettivo: relitti di un passato che minaccia costantemente di riemergere. Dalla collaborazione di Arcadia ASD, Anpi e Museo Cervi, nasce uno spettacolo in cui sono gli oggetti a parlare, narrati dal ritmo bianco dei passi della danza accademica. Le differenti abilità hanno nuova voce sul fare della sera, in quel lasso di tempo in cui non è più giorno ma non è ancora notte, per narrare con la voce e con il corpo, le storie fantastiche che si annidano dietro un fiore essiccato, una scatola di pastiglie o un foglio bianco. Una serata di teatro e danza all’insegna dell’integrazione.

 

 


Ore 21.30 /
Spettacolo in concorso

Tib Teatro (Belluno)

LA NAVE DOLCE
testo e regia Daniela Nicosia

interprete Massimiliano Di Corato

scene Bruno Soriato

aiuto regia Vassilij Gianmaria Mangheras

disegno luci e suono Paolo Pellicciari

scenotecnico Théo Longuemare

produzione Tib Teatro

Tre voci – quella di chi si mette in viaggio, quella di chi accoglie, quella di chi guarda – e una storia. Tre lingue: un idioma italo-albanese, un idioma italopugliese, l’italiano. Tre punti di vista: un giovane albanese, un barese, un bambino a testimoniare un evento che ha mutato per sempre la storia dell’immigrazione. 8 agosto 1991, nel porto di Bari, attracca la nave Vlora carica di 20.000 albanesi. 20.000 persone che arrivano, in un sol colpo, sono un paese intero. E un paese intero non lo si può rispedire a casa come un pacco mal recapitato. Da un lato le autorità governative che vogliono quei ventimila, rinchiusi, tutti insieme, nello stadio cittadino trasformato da luogo di incontro in anfiteatro di un’assurda lotta per la sopravvivenza. Dall’altro la comunità di Bari, che accoglie, anche a suon di paste al forno e focacce raccolte tra le famiglie! Una vicenda esemplare che apre lo sguardo sul panorama politico europeo degli anni ‘90, su ferite ancora aperte. Una storia che parla di mare e di una nave presa d’assalto, di fuga e sogni. Una storia di desideri e pulsioni di libertà, di integrazione e incontro intessuta di storie. Una storia che non è finita e che vuole ancora essere raccontata.

Al termine dello spettacolo nell’ambito della rassegna “Voci autorevoli incontrano le Compagnie” interviene Tullio Masoni, giornalista e critico cinematografico

VENERDÌ 9 LUGLIO 2021

Ore 19.30 / Circuito Off

Chômage Teatro

LA LEZIONE

regia Alice Melloni

con Gianni Cigarini, Claudio Lusuardi e Eleonora Taglia

con il contributo di Marina Meinero

Rappresentata per la prima volta a Parigi nel 1951, “La lezione” di Ionesco è sicuramente l’atto unico del paradosso: tra potere e violenza, cultura e politica, il pubblico assiste al dipanarsi di trame misteriose e bestiali: un “dramma comico”, dove non-sense, paradossi e ripetizioni portano a una totale distorsione della verità. Durante questo reading drammatizzato, gli attori cercheranno di restituire la complessità del lavoro di Ionesco, che affida alla matematica e alla filologia le sorti della giovane allieva protagonista. Ionesco ci racconta di quando nel momento in cui siamo più pronti e ansiosi di conoscenza, proprio lì è il momento in cui siamo più vulnerabili e saremo messi alla prova. L’impostazione è semplice: lo studio di un professore emerito, una governante sinistra, il campanello della porta che non smette di suonare, e tutta la potenza di una situazione in cui la società diviene paradossalmente più feroce proprio quando cerca di elevarsi ed essere al massimo della propria civiltà.

 

Ore 21.30 / Spettacolo in concorso

Liberaimago (Napoli)

CELESTE
testo e regia Fabio Pisano

con Francesca Borriero, Roberto Ingenito, Claudio Boschi

costumi Rosario Martone

luci Paco Summonte

suggestioni sonore live Francesco Santagata

uno spettacolo di Liberaimago

produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini

Celeste di Porto, detta la “Pantera nera”, era un’ebrea del ghetto romano. Non si sa molto di lei, ma dalle cronache del tempo emerge una storia spietata: una bellissima ragazza di diciotto anni che, dopo il rastrellamento del ghetto da parte dei tedeschi, diventa una delatrice. Caduto il regime, si trasferì a Napoli. Scelse un nuovo nome, Stella Martinelli, prostituta in un bordello. Un giorno tre ebrei la riconobbero e la denunciarono. Fu portata a Roma, in carcere. Evase e fu ripresa, dovette affrontare il processo. Condannata, uscì nel 1950, tra condoni e amnistie. In quegli anni di detenzione, si disse che ebbe una crisi mistica… Fabio Pisano porta in scena le azioni commesse da Celeste contro la sua gente, sforzandosi di immaginarne – o inventarne – il perché. Senza alcuna pretesa di assolverla, ma con l’urgenza di narrare.

Al termine dello spettacolo nell’ambito della rassegna “Voci autorevoli incontrano le Compagnie” interviene Iefte Manzotti, studioso di storia contemporanea

 

MARTEDÌ 13 LUGLIO 2021

 

Ore 21.30 / Spettacolo in concorso
Gigio Brunello (Treviso)

LUMI DALL’ALTO – CORSE CLANDESTINE IN CITTÀ
di Gigio Brunello e Gyula Molnar

in scena Gigio Brunello

sculture Gigio Brunello

dipinti Lanfranco Lanza

musiche Rosa Brunello eseguite da Rosa Brunello Quintet

scenofonia Lorenzo Brutti

 

Lumi dall’alto. Corse clandestine in città è una disarmante storia di tenerezza e dolcezza, che prende spunto da una vicenda realmente accaduta, in cui l’autore veneto si serve dei burattini per raccontare la Mestre dei migranti attraverso la storia di Kira, della sua fuga dall’Albania, del suo matrimonio e della dolorosa relazione con chi resta nel paese di origine. Nel teatro di Brunello l’animatore convive e colloquia con i suoi burattini che amano, soffrono, si sorprendono e muoiono come tutti gli esseri umani. «Quando Ariona me la raccontò, era incinta del primo bimbo. Mi aveva fatto vedere il video del suo matrimonio: lei con lo sposo e gli invitati che percorrono velocemente i viali di un parco e guardano sorridenti in telecamera. Mi spiegò che quel video era un falso, l’avevano girato, di nascosto dai proprietari, in una villa veneta approfittando del giorno di chiusura del ristorante e grazie al giardiniere albanese loro amico. Soldi per un matrimonio vero e proprio non ne avevano ma quel video serviva per far felici i parenti rimasti in Albania. E pensare che papà e mamma avevano già combinato un matrimonio con un cugino ricchissimo che viveva a Londra. Così cominciò a raccontarmi la sua storia fin da quando era partita in gommone col suo fratellino».

Al termine dello spettacolo nell’ambito della rassegna “Voci autorevoli incontrano le Compagnie” interviene Francesca Bortoletti, docente in Discipline dello Spettacolo, Università di Parma.

 

 

GIOVEDÌ 15 LUGLIO 2021

Ore 21.30 / Spettacolo in concorso

(S)Blocco5 (Bologna)

20/20

PERFORMANCE/INSTALLAZIONE
drammaturgia Walter Valeri

regia Ivonne Capece

concept visivo Micol Vighi

performer Giulio Santolini

produzione (S)Blocco5 con il contributo di Regione Emilia Romagna e il patrocinio di Comune di

Bologna, Comune di Modena, Comune di Forlì (altri Comuni in iter di coinvolgimento);

partnership di ELSINOR-Centro di produzione teatrale, AICS Bologna e Ferrara,

Fondazione Internazionale ATRIUM European Cultural Route Architecture of Totalitarian

Regimes in Europe’s Urban Memory

                                       

In scena un performer circondato da videoproiettori in un teatro/museo/luogo d’arte abbandonato, in cui mancano luci e fari, solo neon e luci di emergenza azionate dal performer stesso. Attorno nessuno, il mondo fuori forse non esiste più, il performer si muove tra le rovine della storia, dell’arte e del teatro: i residui di quello che c’era e che si sta consumando, per lasciare posto a qualcosa di nuovo dai contorni indefiniti. Il futuro è oltre le pareti del teatro, è fuori. Ma fuori non si può andare e nessuno può entrare: il teatro/museo è chiuso. Giasone trasporterà il suo agnello d’oro nel Novecento, fino al 2021. Ma non lo sta salvando. Lo sta mettendo in pericolo.

20/20 confronta due anni in cui l’Italia ha tremato: 1920 e 2020, racconta 100 anni di sconvolgimenti, sogni e mutilazioni di sogni; racconta del Biennio Rosso e del Biennio della Pandemia, del rapporto tra desiderio di costruire un passato e buco nero pandemico, epoca senza passato, intrappolata in un presente terroristico a cui è negata l’ipotesi di un futuro.

Il Novecento non finisce nel 1999: finisce nel 2020, con l’epidemia mondiale che svergogna le inadeguatezze del sistema socioeconomico che per duecento anni abbiamo tutelato, che ci virtualizza, ridefinisce l’idea di rapporto tra noi e gli altri, tra noi e la natura.

Al termine dello spettacolo nell’ambito della rassegna “Voci autorevoli incontrano le Compagnie” interviene Daniele Castellari, Direttore Teatro L’Attesa

 

 

SABATO 17 LUGLIO 2021

 

 

Ore 21.00 / Circuito Off
Pecado Lab / Officina Arti Audiovisive
TEMPO IMPERFETTO
testo Mariangela Dosi con Davide Pedrini
video Lorenzo Bresolin

Tempo imperfetto è un cortometraggio, realizzato da Pecado Lab in collaborazione con Officina
delle Arti, sulla resistenza dei giovani che in tempo di pandemia si misurano con nuovi tempi, nella
vita e nella didattica a distanza della scuola.



Ore 21.30 /
Spettacolo in concorso

La Cavalcade en Scène (Milano/Svizzera)

ANNIE

di e con Marialice Tagliavini

aiuto regia Mario Scandale

movimento Franco Reffo Matteo de Mojana e Gabriele Genovese

voci dei megafoni Elisabetta Carosio e Alice Leonardi

scenografia Nathan Jucker e Les Majorettes

composizione sonora e registrazioni con il sostegno economico di Fondation du Casino di Neuchȃtel, Jürg Georges Bürki-Stiftung, Ville de Neuchâtel, Loterie romande,

Fondation Culturelle BCN, Innovage

Annie è un monologo drammatico che si ispira alla vicenda realmente accaduta di Annie Cohen Kopchovsky, in arte Annie Londonderry, giovane ebrea lettone di umili origini, che nel 1894 – a soli ventitré anni – lasciò, in seguito ad una scommessa, il marito ed i tre figli per fare il giro del mondo in bicicletta. Annie Londonderry batté un record: essere stata la prima donna nella storia ad aver compiuto una simile impresa da sola. Non fu solo l’inventrice dell’abbigliamento ciclistico femminile, ma anche la prima persona ad utilizzare gli sponsor come mezzo di sostentamento. Grazie ad un universo onirico e ir-realistico, lo spettacolo mette l’accento sul valore simbolico di questa storia, la cui protagonista divenne una delle icone delle Suffragette, il movimento femminista dell’epoca. Lo spettacolo si presenta come una serie di quadri relativi ai differenti momenti della crisi liberatoria della protagonista. In scena due elementi con pedali (la macchina da cucire e la bicicletta) ed i megafoni, simbolo del più importante mezzo di comunicazione dell’epoca: la stampa giornalistica.

Al termine dello spettacolo nell’ambito della rassegna “Voci autorevoli incontrano le Compagnie” interviene Francesca Codeluppi, bibliotecaria

 

 

MARTEDÌ 20 LUGLIO 2021


Ore 21.30 /
Spettacolo in concorso

Qui e Ora Residenza Teatrale (Milano)

I WILL SURVIVE
un progetto di Qui e Ora Residenza Teatrale

testo e con Francesca Albanese, Silvia Baldini, Laura Valli

regia Marta Dalla Via

supervisione drammaturgica Diego Dalla Via Luci Paolo Tizianel

realizzazione oggetti di scena Marco Amedani

realizzazione costumi Sofia Rime

con il supporto di Campo Teatrale con il sostegno del MIC

C’è differenza fra vivere e sopravvivere? In tempi così difficili questa domanda, che ha guidato la costruzione dello spettacolo, è più che mai attuale. Quanto ci sentiamo soli? Quanto veniamo schiacciati da un presente che ci costringe a relazionarci con eventi difficilmente gestibili e con complicanze burocratiche infinite? La burocrazia è la grande protagonista di questa commedia acida. Tre donne, in un ufficio pubblico, l’INPS, sono a chiedere il bonus totale che riscatterà la loro vita. Si scontrano quotidianamente con difficoltà grandi e piccole ma un ostacolo superiore le attende. Sono afflitte da omocodia, hanno il medesimo codice fiscale e solo una potrà “vincere”. Ne nasce una battaglia accesa, che porta le tre donne a cercare di eliminarsi l’una con l’altra, sino a scoprire che forse la soluzione sta nel fare comunità. Un’atmosfera surreale e visionaria per una storia che si interroga sulla fatica quotidiana del vivere e sul senso di costruire comunità e che dà voce ai comuni superstiti del quotidiano. Lo spettacolo nasce dalla felice collaborazione tra Qui e Ora e I Fratelli Dalla Via, due compagnie della scena nazionale che si distinguono per lo sguardo ironico e la drammaturgia autografa, per la ricerca di una parola capace decifrare il presente e fare ironia delle contraddizioni.

Al termine dello spettacolo nell’ambito della rassegna “Voci autorevoli incontrano le Compagnie” interviene Damiano Pignedoli. Giornalista


Ore 23.00 /
Circuito Off

“Verso Est”

Presentazione del libro di Chiara Boscaro e Marco Di Stefano (Editoria&Spettacolo)

Intervengono gli autori Chiara Boscaro e Marco Di Stefano

e Damiano Pignedoli, autore della postfazione e membro della Giuria del Festival

Raccolta inedita di quattro testi per la scena scritti da Chiara Boscaro e Marco di Stefano, guardando a Est, guardando a quella parte dell’Europa dell’Est dove si colloca da qualche tempo il lavoro teatrale e la riflessione dei due artisti. Boscaro e Di Stefano sono fondatori e componenti della Compagnia La Confraternita del Chianti, vincitrice del Festival di Resistenza nel 2016 con lo spettacolo Esodo.

GIOVEDÌ 22 LUGLIO 2021

Ore 19.00 / Circuito Off
“Within this O. Il Teatro dall’interno della sua pupilla”

Presentazione del libro di Gigi Dall’Aglio

Intervengono: Albertina Soliani, Presidente dell’Istituto Alcide Cervi, Michela Bolondi, Vicepresidente di Boorea, Federico Pizzarotti, Sindaco di Parma, Paolo Nori, Scrittore, Roberta Gandolfi, Docente di Storia del Teatro Contemporaneo all’Università degli Studi di Parma, Iefte Manzotti, studioso storico contemporaneo. Con letture di passi del libro a cura dell’attore Alessandro Averone

Il libro di Gigi Dall’Aglio, uscito postumo per i tipi di Nuova Editrice Berti, raccoglie racconti, riflessioni e divagazioni sparse di un grande maestro del palcoscenico. “Io non ho la memoria di tutto quello che ho fatto, perché ho ancora attivo il mio corpo faber, ma ho solo lampi di pensieri, di folgorazioni, di petulanze, di sdoppiamenti, di tentativi di afferrare la materia per il suo verso sempre, però, mutevole. Solo di questo riesco a scrivere”. 

Ore 21.30 / Spettacolo in concorso

Politheater (Perugia)

BUBIKOPF: TRAGEDIA COMICA PER PUPAZZI
di Fancelli – Tranter – Zigrino

regia Neville Tranter con: Silvia Fancelli e Damiano A.Zigrino

scenografia Jimmy Davies

sound design Emanuele Frusi, Giacomo Calli, Politheater

audio e luci Giacomo Polverino

costumi Manuela Capaccioni

pupazzi Politheater

produzione Politheater

Bubikopf è il nome dell’iconica acconciatura che portavano tutte le donne alla moda, nel periodo storico in cui il cabaret tedesco ha raggiunto il suo apice. Bubi canta per strada per qualche spicciolo, ma il suo talento la porta ben presto dalla strada al palcoscenico, grazie alla benevolenza di Hullo: lui è il capocomico di una piccola compagnia di cabaret, che si arrabatta per sopravvivere in tempi assai difficili. Infatti, la vita di questi artisti è costantemente messa in pericolo dall’ascesa, rapida e violenta, dei Cani Sciolti, un gruppo armato reazionario. Fra paure e sacrifici, giungono al debutto di un nuovo sfavillante show, la loro ultima chance per sopravvivere: dimenticando la fame e le avversità, si sentono vivi solo nei gloriosi momenti trascorsi sul palco. La loro è una vita consacrata all’arte, ma…ce la faranno?

L’incontro con questo grande artista di origine australiana, molto apprezzato da circa quarant’anni sulla scena internazionale del teatro di figura, ha condotto la Compagnia alla scelta della tecnica del pupazzo in gommapiuma, manipolato a vista. Dopo aver svolto una cospicua formazione con Neville Tranter, sono stati da lui scelti come prima compagnia italiana con la quale collaborare.

Al termine dello spettacolo nell’ambito della rassegna “Voci autorevoli incontrano le Compagnie” interviene Cinzia Pietribiasi, attrice, regista, perfomer teatrale

 

DOMENICA 25 LUGLIO 2021

Ore 20.00

Inizio della Storica Pastasciutta Antifascista di Casa Cervi


Ore 21.00

Assegnazione del PREMIO “MUSEO CERVI – TEATRO PER LA MEMORIA”

e del PREMIO “GIGI DALL’AGLIO” DELLA GIURIA UNDER 30

Proiezione del Video
20 anni di teatro civile a Casa Cervi
A cura di Michele Alinovi e Mariangela Dosi

 

Ogni sera, al termine dello spettacolo, seguirà il ciclo di conversazioni con il pubblico e gli artisti “Voci autorevoli incontrano la compagnia”, approfondimenti degli spettacoli e riflessioni più ampie sul rapporto che intercorre tra la scena del teatro e il paesaggio umano, sociale e politico contemporaneo. A condurre gli incontri saranno:

La Giuria del Festival è presieduta da Maurizio Bercini (regista) e composta da Roberta Biagiarelli (autrice, attrice, regista), Stefano Campani (Boorea), Damiano Pignedoli (critico teatrale). Mariangela Dosi, Lorenzo Belardinelli, Emilia Bennardo

La Giuria Under 30 è composta da Sara Gozzi, Elia Italo Corradi, Carlotta Paterlini, Tommaso Pecorari, Eleonora Taglia

ll Gruppo di Lavoro del Festival di Resistenza è composto da Paola Varesi, Stefano Campani, Lorenzo Belardinelli, Maurizio Bercini, Roberta Biagiarelli, Maria Giuseppina Bo, Mariangela Dosi, Raffaella Ilari, Damiano Pignedoli, Giuseppe Romanetti

 

ALTRO CIRCUITO OFF

 

SABATO 19 GIUGNO 2021

Dalle 10.00 alle 13.00 / Convegno / Circuito Off
20 anni di Festival Teatrale di Resistenza al Museo Cervi: il teatro civile dopo la pandemia

In occasione dei 20 anni del Festival Teatrale di Resistenza, il Convegno vuole dare un suo contributo alle riflessioni in atto nel mondo del Teatro, collegate più in generale a quelle scaturite dalla pandemia nell’ambito culturale, dove stanno maturando nuove esigenze ma anche nuove risposte.

 

DOMENICA 27 GIUGNO 2021

Esito aperto al pubblico dal 27 giugno / Circuito Off
ANTROPOCENE
Laboratorio gratuito per giovani dai 17 ai 25 anni a cura di Babilonia Teatri
In collaborazione con La Corte Ospitale

Domenica 27 giugno 2021 ore 17
Esito del laboratorio a Casa Cervi aperto al pubblico
Prenotazione obbligatoria

Nell’ambito delle iniziative per i 20 anni del Festival Teatrale di Resistenza, Babilonia Teatri, formazione tra le più significative del panorama teatrale contemporaneo, Leone d’Argento della Biennale di Venezia nel 2016, condurrà il laboratorio “Antropocene” rivolto a giovani dai 17 ai 25 anni che si svolgerà attraverso un lavoro residenziale di una settimana, finalizzato alla creazione di un’azione teatrale, aperta al pubblico, della durata di 15 minuti, che sarà presentata il 27 giugno. «Parlare di resistenza oggi. Crediamo che parlare di resistenza abbia sempre grande valore. Che sia nostro dovere farlo. Crediamo anche che non si debba solo parlare di quello che è stato, delle ragioni per cui si è lottato e combattuto, ma sia necessario mettere sempre in relazione le conquiste e le lotte passate col nostro presente e col nostro futuro. Crediamo che oggi più che mai sia necessario continuare a resistere. Per poter esistere domani. Viviamo un periodo storico complesso, inedito, contraddittorio. Dobbiamo resistere per rinascere. Per risorgere. Per rifondare. Dobbiamo con tutte le forze continuare ad essere resilienti, per non essere schiacciati dal presente, ma trovare la strada per immaginare il futuro. Per desiderarlo. Per costruirlo. Vorremmo condividere questi pensieri con un gruppo di giovani perché prendano la loro forma, la loro forza, la loro indolenza e la loro determinazione, la loro coscienza e la loro incoscienza. I loro slanci e le loro paure. Che sono anche le nostre. Vorremmo che fossero i loro occhi a tracciare una possibile linea in grado di unire resistenza e futuro. Che fossero loro a raccontarci se questa linea esiste. Se si è interrotta e dove. Se è necessario costruire un ponte per giungere dall’altra parte. O un tunnel. O un’autostrada. O una barca a remi. Vorrei che fossero loro a dirci se abbiamo bisogno di una buona connessione e di una buona relazione. Se abbiamo bisogno di tutto questo insieme. Se abbiamo bisogno di ricostruire una comunità e quale». Babilonia Teatri

 

MERCOLEDÌ 1 SETTEMBRE 2021

Ore 21.00 / Circuito Off
“Un salto da Nino. Abbecedario della Libreria del Teatro” Presentazione del libro di Pierluigi Tedeschi (Consulta e Progetti Editore)

Un salto da Nino è uno spaccato culturale, antropologico e politico della città di Reggio Emilia, ripercorsa attraverso le vicende della Libreria del Teatro: da quando il libraio Nino Nasi, proprio nei giorni dei “Morti di Reggio Emilia” del luglio del 1960, raccoglie il testimone della storica e socialista Libreria Nironi e Prandi fino ai giorni nostri. Come scrive Massimiliano Panarari nella postfazione “È nella provincia italiana che si sono svolte, non di rado, sperimentazioni culturali di livello, esportate in seguito al di fuori dei confini territoriali. Questo libro di Pierluigi Tedeschi è un alfabeto, un piccolo e prezioso antidoto all’egemonia sottoculturale e allo strapotere acquisito dal capitalismo delle piattaforme”.

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