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PERCORSI DI VISITA DEL MUSEO CERVI

Museo per la storia dei movimenti contadini, dell’antifascismo e della Resistenza nelle campagne

Il Museo Cervi si trova nella bassa pianura reggiana, fra i Comuni di Gattatico e Campegine, ed è ambientato nella casa colonica dove la famiglia Cervi arriva nel 1934.
Contadini mezzadri, i Cervi compiono all’inizio degli anni ’30 scelte che si riveleranno fondamentali sia in ambito produttivo sia nel consolidamento di un deciso orientamento antifascista.

Vedi anche -> pagina del Museo Cervi

Il Museo Cervi rimane chiuso tutti i lunedì non festivi, 24, 25, 31 dicembre e 1 gennaio
Ingresso 3 euro
Prenotazione obbligatoria visite guidate:
per le scuole ->
Tel 0522 678356
 

7fratellicerviFucilati insieme a Quarto Camurri per rappresaglia nel dicembre del 1943, la vicenda dei sette figli maschi di Genoeffa e Alcide assume da subito un forte valore simbolico, mentre la loro casa – durante il secondo conflitto mondiale punto di riferimento e di concreto aiuto per antifascisti, renitenti alla leva, e per chi si opponeva alla guerra – diventa la meta privilegiata di tutti coloro che si riconoscono nei valori dell’antifascismo e della democrazia.

Casa Cervi diventa “Museo per la storia dei movimenti contadini, dell’antifascismo e della Resistenza nelle campagne” dopo uno spontaneo processo di trasformazione che si è concluso con il riallestimento del 2002.

L’itinerario si snoda attraverso tre sezioni principali:
1. “Il lavoro contadino”
2. “L’antifascismo e la Resistenza”
3. “Una famiglia nella memoria”

Prima sezione: spazi di vita e di lavoro della Famiglia Cervi

cucinaA partire dalla scelte coraggiose e all’avanguardia che i Cervi compiono e che si riveleranno fondamentali per l’innovazione di alcune pratiche produttive e anche per un impulso alla meccanizzazione delle campagne, il tragitto di visita proposto intende porre particolare attenzione ad alcuni cicli produttivi rappresentati nel percorso del Museo Cervi, alle tipologie e agli usi stessi degli attrezzi, mettendoli in rapporto con le tipiche colture locali ma anche con il processo di evoluzione delle campagne, e dell’economia agricola che caratterizza la prima metà del ‘900, con l’avvento della meccanizzazione.
Si tratta di un percorso assai significativo del fermento che ha attraversato le campagne emiliane a cavallo fra la prima metà del secolo scorso e il primo dopoguerra e che trova una significativa rappresentazione nella operatività e nella lungimiranza della famiglia Cervi, giustamente definita di ‘contadini progressisti’.


pedalinaSeconda Sezione: l’opposizione al fascismo e la Resistenza

La seconda sezione di visita è dedicata alla nascita della Resistenza nella pianura, alla attività antifascista della famiglia Cervi e al suo fondamentale ruolo nell’avvio della Resistenza. Si parte da un quadro generale sulle tradizioni politiche e sociali nelle campagne dell’Italia del Nord, per passare ai caratteri della lotta antifascista e all’azione svolta in essa dai fratelli Cervi. Il racconto della ruolo dei Cervi nella Resistenza e dello sviluppo della Resistenza dopo la fucilazione del sette Fratelli Cervi è approfondito da carte geografiche ed elaborazioni grafiche, e da approfondimenti tematici. Agli oggetti risparmiati dalla rappresaglia fascista, esposti nelle teche, si affiancano le testimonianze video di chi ha conosciuto i sette fratelli.

 

Terza sezione: una famiglia nella memoria

La terza sezione è dedicata al dopoguerra, alla nascita del Museo e alla memoria della Resistenza e della famiglia Cervi nell’Italia del dopoguerra, dei sette fratelli uccisi, e del padre, superstite e instancabile testimone.

cervicasain6La visita prosegue nei locali dell’abitazione della famiglia, dove sono stati recuperati, con gli oggetti di uso quotidiano e gli arredi originali, la cucina, la cantina e due stanze da letto. Nel percorso sono raccontati alcuni usi e costumi della vita contadina e i cicli produttivi più diffusi. Fra gli oggetti e documenti sono esposti il primo trattore del territorio acquistato dalla famiglia Cervi, la macchina pedalina per la stampa della propaganda clandestina, il telaio per la confezione di biancheria e indumenti.

Quadrisfera_moduloAl termine della visita, gli utenti possono consolidare i contenuti del percorso con uno strumento innovativo e spettacolare: la Quadrisfera. Si tratta di un’installazione multimediale che avvolge il visitatore in un’esperienza sensoriale senza precedenti, una galleria caleidoscopica di suoni ed immagini che racchiude in pochi minuti di straordinaria intensità il senso del messaggio dei Cervi.

Il percorso di Casa Cervi si conclude con l’installazione permanente della piattaforma multimediale Memorieincammino.it a disposizione del pubblico: testimonianze, mediateche e gallerie iconografiche, documenti e collezioni di memorie organizzate sul web e fruibili anche all’interno della sala Cammini nella Memoria, in maniera tale da consentire agli utenti di navigare tra le risorse. Il fascismo, l’antifascismo, la seconda guerra mondiale, la deportazione e la Resistenza sono i temi attorno a cui ruota il progetto, in un ideale segmento cronologico che va dal 1922 al 1945.

Terminata la visita degli spazi interni, è possibile percorrere visitare il podere lavorato dai Cervi, oggi Parco Agroambientale, che, a partire dalla storia naturalistica della media pianura padana, ne illustra l’evoluzione in rapporto al progressivo e stretto rapporto con l’uomo, fino ad arrivare allo sviluppo agricolo più recente e alle prospettive produttive per il futuro. In una porzione di un ettaro è ricostruito lo schema della piantata reggiana con la vite maritata all’olmo, che conserva sul territorio il tipico elemento del paesaggio agrario locale ormai al limite della definitiva scomparsa.

E’ annessa al Museo anche l’Osteria I Campirossi spazio accogliente e luminoso grazie alle grosse vetrate che permettono di ammirare la natura e i campi che circondano il Museo Cervi.
L’Osteria I Campirossi può ospitare gruppi in visita, studenti in uscita di studio, convegni, giornate di formazione, presentazioni di libri, ecc. e può offrire una vasta gamma di proposte culinarie: dal menù tradizionale ai buffet, dai cestini di lavoro al bar.

Paesaggio concorso - tiurean cristinaLa visita al Museo Cervi può essere abbinata ad una escursione sul territorio, con visita ad altre realtà Museali vicine, fra le quali i Musei di Brescello; la Casa Museo Pietro Ghizzardi; il Museo del Tricolore a Reggio Emilia; il Museo della Civiltà Contadina di San Martino in Rio; il Museo delle Terre di Canossa. Sono consigliate anche le visite ai Caseifici per la produzione del Formaggio Parmigiano Reggiano e alle Cantine di produzione del Vino e dell’Aceto Balsamico.

E possibile prenotare visite guidate al Museo e alle collezioni esposte al telefono 0522.678356 oppure alla seguenti mail: info@istitutocervi.it; paola.varesi@istitutocervi.it

COME RAGGIUNGERE IL MUSEO:
Il museo si trova a 1 km dal casello autodrale A1
Autostrada Milano-Napoli A1: tra Reggio Emilia e Parma uscire al casello Terre di Canossa-Campegine (seguire le indicazioni Museo Cervi).

Il Museo osserva i seguenti orari:

Dal 1 novembre al 28 febbraio
Martedi, mercoledi, giovedi, venerdi ore 10 – 13
Sabato e domenica ore 10 – 17

Dal 1 marzo al 31 ottobre:

Martedi e mercoledi ore 9 – 13
Giovedi venerdi ore 9 – 13; ore 15 – 19
sabato e domenica ore 10-13; ore 15-19

Giorni di chiusura: tutti i lunedì non festivi, il 24 e il 25 dicembre, il 31 dicembre, il 1° gennaio.

Il Museo può essere visitato nei giorni infrasettimanali di chiusura solo con prenotazione.
BIGLIETTO D’INGRESSO è di € 3,00.

Entrano gratuitamente:
i ragazzi fino a 16 anni
le scuole e gli insegnanti in accompagnamento
i diversamente abili e gli accompagnatori
i giornalisti (con esibizione di iscrizione all’albo)
le partigiane e i partigiani

Visite guidate solo su prenotazione per gruppi e scolaresche.

Prenotazione obbligatoria visite guidate:

 

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