L’Istituto Alcide Cervi e la Fondazione Famiglia Sarzi diventano soci: al via dal 2024 un percorso di collaborazione

L’Istituto Alcide Cervi e la Fondazione Famiglia Sarzi sono soci. La decisione è stata ratificata nel mese di dicembre dai rispettivi Consigli di Amministrazione dell’Istituto di Gattatico e della Fondazione di Cavriago, che hanno deliberato la reciproca adesione per iniziare un percorso di immediata collaborazione, al via concretamente dal 2024.

Istituto Cervi e Fondazione Sarzi sono legati dalla storia di amicizia e di collaborazione fra le due famiglie – i Cervi e i Sarzi – impegnati insieme, nelle fasi iniziali della Resistenza, nella lotta antifascista. Oggi le due Istituzioni intendono costruire una serie di attività comuni nello spirito che allora aveva visto collaborare le due famiglie.

Nell’incontro fra le Presidenti dell’Istituto Cervi Albertina Soliani e della Fondazione Sarzi Rossella Cantoni si sono poste le basi di una sinergia che vedrà le due Istituzioni organizzare e condividere insieme progetti espositivi, teatrali, di accoglienza museale, già a partire dai prossimi mesi. È inoltre in programma una attività di promozione coordinata, nel segno della attualizzazione del ruolo che nella storia ha avuto l’incontro dei Cervi coi Sarzi.

«Una grande intesa, quella tra i Cervi e i Sarzi, che ha portato a dare un impulso nuovo alla Resistenza nella Pianura Padana», dice Albertina Soliani, Presidente dell’Istituto Alcide Cervi. «Vogliamo che il loro messaggio e la loro memoria vivano oggi, tra la gente, nelle scuole, nella ricerca storica e artistica. Lavorare insieme è il modo più naturale per rivivere oggi quel rapporto così speciale».

«È con viva soddisfazione che la Fondazione Famiglia Sarzi saluta questa reciproca adesione», ribadisce la Presidente della Fondazione Rossella Cantoni, «volta ad evidenziare il profondo rapporto di amicizia tra le famiglie Cervi e Sarzi, nato in momenti eroici e dolorosi e che oggi si consolida nella volontà di collaborazione e vicinanza fra le due istituzioni che ne custodiscono la memoria».

Nella foto: Otello Sarzi

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