“La Democrazia chiama. Casa Cervi risponde”


Pubblichiamo il documento ideato e scritto in seguito alla riunione del Consiglio Nazionale dell’Istituto Alcide Cervi di venerdì 23 settembre 2022. 
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Il Consiglio Nazionale dell’Istituto Alcide Cervi si è riunito oggi. L’ordine del giorno presentava un solo punto: la Democrazia chiama. Questo è stato l’appello che la Presidente del Cervi Albertina Soliani tre settimane fa ha rivolto alle istituzioni, alle associazioni e soprattutto ai cittadini. Casa Cervi oggi ha iniziato a rispondere a questa chiamata democratica con un’ampia discussione da parte dell’organismo che riunisce i rappresentanti della larga base sociale dell’Istituto e di altre realtà collegate all’attività culturale qui svolta. L’unanime consapevolezza di essere di fronte ad una urgenza civile si è percepita in ogni intervento, e anche nel programma di attività in tal senso che Casa Cervi sta programmando per i prossimi tempi. Un percorso ambizioso e cosciente della missione statutaria, storica e morale dell’Istituto Cervi, nel tracciato della Costituzione e nel presente di un mondo complesso dove la democrazia arretra e necessita di una rinnovata fede civile. Saranno dunque mesi e anni intensi quelli che attendono il Cervi, come tutti i luoghi di memoria e gli istituti antifascisti del Paese. A poche ore dalla consultazione elettorale, da Casa Cervi arriva prima di tutto un consapevole appello al voto, alla partecipazione, all’esercizio attivo della cittadinanza. 

 

«Nella attuale situazione politica e sociale in Italia e nel mondo, il tema della democrazia è diventato l’urgenza civile più impellente, la sfida per le coscienze individuali e collettive senza più appello. Non solo per effetto delle tendenze nazionali ed europee, ma anche per un generale ripiegamento del progetto di espansione della democrazia come propulsore di civiltà. La democrazia sembra arretrare come matrice di diritti, come paradigma, come aspirazione, come progresso, a vantaggio di altri modelli: scorciatoie, semplificazioni, precipitate nel passato o proiettate verso un futuro senza argini o pudori.

Il ruolo di Casa Cervi è sempre stato quello di ancorare il messaggio dell’antifascismo e dei valori universali dell’uomo e della terra al presente, e agli Italiani contemporanei. Oggi questa chiamata della democrazia sembra suonare ancora più forte, ed è prevedibile che in futuro lo sia ancora di più. Questo luogo nei passaggi cruciali della politica e delle istituzioni ha sempre incarnato un presidio fisico tangibile, un ritorno ai fondamentali della Costituzione. Casa Cervi come approdo sicuro in frangenti storici in cui gli ideali dell’antifascismo sembrano essere in ripiegamento.

Se la democrazia e i cittadini chiamano, Casa Cervi non solo deve esserci, e restare sempre più aperta, ma rispondere con azioni e iniziative. Non basta più una presenza “passiva” ad intercettare un bisogno di valori civili e di memoria, serve essere fautori di una politica culturale della democrazia. Dal rapporto col territorio al dialogo con le istituzioni, dalla mediazione tra le generazioni al ponte valoriale tra il secolo trascorso e quello appena iniziato. Infine nel rappresentare, insieme ad altri compagni di strada, una cittadinanza che non perde la presa sul percorso democratico, sull’evoluzione in senso progressivo della società, e sulla continua vitalità della via Costituzionale. Moto, non solo stato, democratico.

Gli organismi dell’Istituto Cervi stanno avviando una riflessione su questi temi, interloquendo con i sindaci del territorio e altre realtà associative e culturali a livello nazionale. L’azione culturale dell’Istituto può già da ora orientarsi verso una programmazione triennale che interpreti questo ruolo, non nuovo ma rinnovato. Ecco alcuni esempi di azioni possibili, il cui ordine di priorità sarà deciso negli opportuni organismi:

  1. Un programma ampio di attività in vista del triennio 2023-2025, corrispondente all’80° Anniversario della Resistenza, che sia anche un’occasione di mobilitazione e non solo celebrativo.
  2. Un nuovo impulso ai grandi eventi di Casa Cervi (25 aprile, 1 maggio, 25 luglio e altri) che corrisponda alla necessità di incontro tra istituzioni e popolo, autorità e cittadini, memoria e presente.
  3. Predisporsi come sede di confronto per tutti gli eletti al Parlamento italiano, dove i rappresentanti del popolo possano sentirsi richiamati dalla memoria, ma anche richiamati ai doveri costituzionali fondamentali. Promuovere dunque momenti inediti di riflessione politica tra le istituzioni in un luogo di grande significato come Casa Cervi, prediligendo le formule di adesione partecipativa e le occasioni di confronto aperto.
  4. Promuovere un percorso dei Luoghi della Repubblica, i “viaggi della Democrazia”, che prendendo spunto dalla consolidata esperienza dei viaggi della memoria proponga itinerari e luoghi dove la Repubblica Italiana si è fatta anche dopo la Resistenza. Un’idea da condividere con altri partner a partire da Paesaggi della Memoria e la Rete nazionale dell’Istituto Parri.
  5. Come per i luoghi, anche le biografie e le testimonianze della democrazia in Italia e nel mondo dovranno essere raccontate, con lo stesso percorso di memoria riservato ai protagonisti della Resistenza. Storie di donne e uomini resistenti dal ‘900 ad oggi, ovunque si siano spesi o si stanno spendendo per la democrazia.
  6. Mantenere aperta la riflessione anche semantica sul ruolo dell’antifascismo in questo secolo, insieme ad altre associazioni dentro e fuori l’Istituto. Lo scopo è evitare un “Aventino culturale” dell’antifascismo, un ripiegamento su posizioni di trincea valoriale.
  7. Raccontare il quotidiano della nostra attività sottoforma di Diario di Casa Cervi, e del pubblico variegato in visita presso il Museo e le varie attività: cittadini, famiglie, gruppi, scolaresche lasciano ogni giorno tracce del loro passaggio che non vengono raccontate. La proposta è quella di farne un racconto social costante, come finestra su una cittadinanza attiva e plurale che ricorda, si emoziona, pensa e sceglie. La scelta della Libertà.
  8. Dotarsi di strumenti di divulgazione efficaci per portare la storia della famiglia Cervi, tuttora di grande impatto, fuori da Casa Cervi, in giro per l’Italia. Le mostre itineranti sono il principale veicolo, ma anche la presentazione fuori sede dei nostri ormai numerosi prodotti editoriali va in questo senso.
  9. Arricchire la proposta didattica di Casa Cervi con nuovi moduli di cittadinanza attiva e un ulteriore sforzo alla memoria del presente, della democrazia, del secondo ‘900.
  10. Arricchire contestualmente la proposta di formazione per docenti e per adulti con corsi specifici rivolti alla storia e all’applicazione dei valori costituzionali. 
  11. Esplorare nuove partnership con associazioni, istituzioni anche estere, cercando omologhi di Casa Cervi in altri Paesi dell’Unione Europea con cui avviare progetti di scambio.

Si tratta di un elenco aperto a nuove proposte, e che dovrà comunque tenere conto di un quadro di sostenibilità economica che potrebbe subire mutamenti nell’immediato futuro.

Più in generale e in definitiva, tutta l’attività consolidata dell’Istituto Cervi (compreso il settore Paesaggio) potrà essere declinata sotto questa luce, ovvero di una rinvigorita funzione civile dell’Istituto Cervi a partire dallo scoccare dei suoi 50 anni di attività, che cadono proprio nel 2022. L’Anniversario non è solo l’occasione di riflettere sull’Italia dei Cervi e l’Italia del Cervi (come recita il convegno imminente), attraversando di fatto 100 anni di storia,  ma getterà le basi sui prossimi 50 anni di Casa Cervi».

 

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