Le dichiarazioni dei Segretari generali provinciali di Cgil, Cisl, Uil

Ivano Bosco, Segretario Generale CGIL Reggio Emilia

Stiamo per celebrare un Primo Maggio del tutto inedito, ma a prescindere da ciò che sta accadendo quest’anno, sentiamo il bisogno di rimettere al centro il lavoro e i lavoratori. Il lavoro è stato utilizzato in questi anni, da tutti i Governi, come merce sulla quale fare profitti, senza tener conto dei diritti delle persone, come fossero elementi accessori.

I diritti sono stati trattati come privilegi che frenano la crescita e la competitività. E così sempre più lavoratori si trovano oggi in assenza di un reddito sufficiente per vivere dignitosamente, e questo pur lavorando. Assistiamo da tempo alla partenza di giovani che studiano e ricercano in altri Paesi condizioni migliori per sfuggire alla condanna della precarietà. Mentre il nostro mezzogiorno è in continua sofferenza disegnando un’Italia a due velocità. Nelle maglie di questa pandemia che mai ci saremmo aspettati di vivere stiamo riscoprendo che l’unica forza sana è il lavoro, in sicurezza e diritti, e chi lo compie.

Che questa sia la lezione che ci proponiamo di mettere a valore per il domani, sapendo che il futuro può costruirsi solo se il lavoro verrà riconsiderato come elemento fondante della nostra società. Viva il Primo Maggio, Viva i lavoratori”.

 

William Ballotta, Segretario Cisl Emilia Centrale

La pandemia del coronavirus, con la sua drammatica progressione, ha ormai assunto i caratteri della tragedia umanitaria globale. Riteniamo quindi fondamentale ripartire dalla centralità della persona e quindi anche del lavoro, a differenza della soluzione sovranista dove, quello che conta, è l’impostazione identitaria di ogni singolo stato.

L’analisi economica è certa: recessione dell’economia globale nel 2020, con il rischio di depressione che assocerebbe alla catastrofe economica e sociale la tragedia umana. Sono quindi necessarie oggi risposte straordinarie dei sistemi sanitari già ampiamente provati, ma anche risposte urgenti delle politiche economiche e soprattutto della capacità di innovazione, poiché i suoi effetti di distruzione produttiva, occupazionale, reddituale, sono comparabili solo ad una economia di guerra.

Occorrono strategie sistemiche, convergenti e coordinate che mettano al centro la persona e la sua dignità. Dobbiamo partire dalla sicurezza delle persone, a tutti i suoi piani e sul luogo di lavoro per primo.Le attuali debolezze e fragilità evidenziano con chiarezza che occorrano forme di azione collettiva responsabile, forme di cooperazione, di integrazione massima, di partecipazione, a partire dai Governi nazionali ma anche dai nostri territori.Solo con un nuovo e forte Patto di Comunità infatti potremo iniziare il cammino verso quella nuova normalità che tutti vogliamo raggiungere presto”.

 

Luigi Tollari, Segretario generale Uil Modena e Reggio Emilia

Questo 1° Maggio si celebra nel contesto di un Paese ancora impegnato a contrastare un’emergenza sanitaria, la più difficile e drammatica della sua Storia. Il nostro primo pensiero va alle migliaia di persone cadute vittima di questa pandemia. Il sindacato dovrà vigilare affinché la ripresa del lavoro avvenga nella massima sicurezza e per scongiurare il rischio di veder risalire col ritorno alla normalità, la curva dei contagi, l’insopportabile conta dei caduti, il dramma umano e sociale della saturazione delle terapie intensive, l’impossibilità di rendere un estremo saluto ai nostri cari.

Abbiamo in queste settimane lavorato unitariamente per costruire le condizioni che, nel pieno rispetto delle disposizioni vigenti, consentissero di condividere col mondo delle imprese e il Governo migliaia di accordi, di protocolli di sicurezza per poter riavviare le attività lavorative. Non si deve abbassare la guardia. Per questo vogliamo celebrare la Festa dei Lavoratori, dando forza ai temi e alle proposte che sono state il cardine delle posizioni espresse in ogni sede da parte di CGIL CISL UIL. È importante che il lavoro resti protagonista anche e soprattutto in occasione di questo 1° Maggio: perché il lavoro è la leva fondamentale per restituire una prospettiva credibile per il futuro del nostro Paese e di coloro che rappresentiamo.
Il sindacato sarà sempre al fianco delle lavoratrici e lavoratori per una vera ripresa economica del paese, che garantisca piena e buona occupazione per tutti. Viva il 1° Maggio. Viva Cgil, Cisl, Uil”.

 

Il 1° maggio al tempo del coronavirus
Matteo Alberini, Segretario provinciale SPI-CGIL Reggio Emilia

Tra i tanti pezzi della nostra vita, delle nostre abitudini che questa epidemia ci sta rubando ci saranno anche le tradizionali celebrazioni per la festa dei lavoratori. Ovviamente non si potranno fare iniziative pubbliche, e sarà la prima volta dalla fine della guerra!  

Sarà una rinuncia molto sofferta per la nostra gente che è abituata a festeggiare con la dovuta importanza questa festività civile, così come è stato per il 25 aprile. Probabilmente qualche momento celebrativo verrà realizzato, anche con l’aiuto dei nuovi mezzi di comunicazione che ormai abbiamo imparato ad usare, ma nessun evento virtuale potrà sostituire la partecipazione alle tradizionali manifestazioni nei paesi, o al corteo di Reggio Emilia. Ci mancherà la bellezza di ritrovarci con in mano un garofano rosso ad ascoltare la banda che suona i “nostri” inni.

Comunque invito tutti, il 1° maggio, a trovare il modo di celebrare la nostra festa per i valori che ha, quei valori in cui ancora crediamo e che, anzi, ci serviranno in futuro per costruire una società dopo-Covid più giusta ed inclusiva, basata sul valore del lavoro; un lavoro per tutti, più sicuro e dignitoso.

Ma c’è una ragione in più quest’anno per celebrare la festa dei lavoratori: in questi mesi i più colpiti dal virus, quelli che ci hanno lasciato, sono i nostri anziani.

Proprio quella generazione di donne e uomini, usciti dalla guerra poco più che ragazzi, che si rimboccarono le maniche e con un duro lavoro hanno ricostruito il Paese e dato un futuro migliore alle loro famiglie ed alla nostra comunità. Quelli che ci hanno garantito 75 anni di progresso sociale, di sviluppo e di poter vivere una vita più serena di quella che hanno vissuto loro.

È a queste persone, al loro esempio e al loro ricordo che invito tutti voi a dedicare un pensiero speciale il prossimo 1° maggio.

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