Martedì 7 luglio 2026
«Corre oggi il sessantaseiesimo anniversario del 7 luglio 1960. I fatti di Reggio Emilia non sono solo i morti di Reggio Emilia, che sono stati il tragico culmine se non di una strategia almeno di una ispirazione antidemocratica, da sempre annidata dentro grumi minoritari e irriducibili della società, delle classi dirigenti, dello Stato. Una minoranza insidiosa che solo la tenuta civile e morale del nostro Paese, delle forze politiche democratiche, dei sindacati hanno confinato ai margini della storia della Repubblica. A cicli regolari, gli italiani hanno dovuto fare i conti con le tentazioni autoritarie e le derive contrarie alla libertà, ai diritti, alla giustizia.
I morti di Reggio Emilia si chiamano Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri, Afro Tondelli, e a loro andrà sempre il nostro ricordo più partecipe, il nostro omaggio più alto. Ma i fatti di Reggio Emilia sono le migliaia e migliaia di lavoratori, di reggiani, emiliani, italiani che in quella piazza del luglio ’60 e da lì in poi non hanno mai smesso di difendere la libertà e l’antifascismo. Che in Italia sono la stessa cosa. Ci troverete sempre in piazza, sempre pacificamente, nervi veri della nostra democrazia.»
Vasco Errani
Presidente Istituto Alcide Cervi
Istituto Alcide Cervi Dopo un raccolto ne viene un altro

