⇒ IL CORPO DELLE DONNE – Personale di Clelia Mori – #CASACERVIRESTACONVOI

La mostra di Clelia Mori esposta negli spazi di Casa Cervi parte dalla vicenda emblematica delle operaie della Fca di Melfi per raccontare di parità fra donne e uomini solo apparenti e di differenze che vanno invece valorizzate. In mostra ci sono le tute bianche delle operaie di Melfi che si alternano a opere originali dell’artista, dove il dato reale di partenza assume una dimensione simbolica.

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Iniziative in programma a marzo in occasione della
Giornata internazionale delle donne

“Anche se Clelia Mori, nel costruire questa installazione di opere, parte da un fatto contingente – la vicenda delle operaie della FCA di Melfi e delle loro tute bianche uguali che sporcandosi di sangue mestruale mostrano tutta l’ambiguità di una parità solo apparente (sono bianche anche quelle degli uomini) – è evidente il suo volere parlare di una condizione più generale, che riguarda tutte le donne, quelle che lavorano in primis.

“Umanizzano i robot e disumanizzano le persone” dice Livia operaiaFCA . È così – come ci racconta Clelia Mori – che le donne lavoratrici della FCA nel 2015 mettono in atto una protesta, per la dignità e il rispetto della differenza, raccogliendo in due giorni 400 firme contro il bianco delle tute.

La mostra ripercorre questa storia sviluppandosi come una “installazione unica” giocata sulla invisibilità e la visibilità del corpo femminile. Non una denuncia, ma piuttosto una narrazione coraggiosa, una rivelazione fra realtà e simbolismi, e attraverso un percorso fra ricami e pennellate, delle differenze e delle disparità che (nonostante tanti progressi) attraversano ancora i nostri tempi, non del tutto pacificati con le donne, e con il loro corpo.

Le operaie di Melfi, in tempi di confusione sul corpo femminile, tra corpo e testa, e su cosa tra i due prevalga per sfruttarne il resto, hanno dato la misura con la loro ribellione di cosa significa per loro essere donnenel mondo del lavoro, della produzione, nel mondo in genere. E di come si debba richiamare l’attenzione su questo.

Perciò l’originale installazione di Clelia Mori non è estranea agli spazie alla storia raccontata a Casa Cervi,dove le donne hanno e hanno avutoil loro posto e il loro ruolo, dando un contributo importante – e diffuso nel tempo e nei modi – a significare e a fare conoscere la presenza delle donne nell’antifascismo, nella Resistenza, nella costruzione della democrazia, in tutte le sue articolazioni. Contribuisce anche a far emergere la forza delle altre voci, quelle femminili,da cui non si può più prescindere nelle narrazioni della storia della Famiglia Cervi che verranno riproposte.”

Paola Varesi
Istituto Alcide Cervi

La mostra è stata esposta a Matera nel 2019,in occasione di Matera Capitale Europea della Cultura.

La mostra rientra nella rassegna promossa dall’Istituto Cervi “Di noi si parla ancora poco. Storie al femminile negli spazi di Casa Cervi”

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