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L’ARSENALE DELLA DEMOCRAZIA EUROPEA

Un nuovo spartiacque sembra attraversare oggi il continente europeo nelle nostre città, come nel Medio Oriente infiammato dai conflitti, anche provocati da noi: tra convivenza civile e violenza terroristica, tra inclusione e separazione, tra pace e guerra, tra civiltà e barbarie.

Dopo la tragedia europea del nazifascismo e della guerra mondiale che a metà del secolo scorso portarono distruzione e morte si aprì il tempo della pace, della democrazia, della Costituzione, dell’unità politica progressiva del nostro continente. Sono stati decenni di pace e di progresso, di civiltà, di cultura, di crescita economica.

Nel nuovo secolo, il Medio Oriente, la Libia, i paesi dell’Africa dove si sta insediando l’IS, avrebbero dovuto incontrare un’Europa unita politicamente, con un’economia comune, una politica estera comune, una difesa comune; una cultura aperta e pluralista, fondata sul diritto. Un’Europa autorevole, in grado di contrastare traffici e affari illeciti, che oggi alimentano e armano i gruppi terroristici. In questi primi anni del XXI secolo, percorsi dalla paura e dai conflitti, dai populismi e dalla chiusura che rischiano di offuscare il futuro dell’umanità, è difficile comprendere, mancano leadership e punti di riferimento, analisi persuasive.

Di fronte alle zone di buio della storia, torniamo con la memoria allo spartiacque del 1945 quando il futuro era tutto da definire, come ora. Torniamo a quelle radici di un’umanità che nei valori universali ha trovato il suo fondamento: la dignità di ogni persona, l’uguaglianza, la democrazia, la pace. Con questa bussola guardiamo ciò che accade oggi.

La debolezza della politica europea è il primo problema da affrontare per vincere la sfida del terrorismo dell’IS, che è esattamente il contrario della cultura europea: fondamentalista, violento, che usa la religione per il potere. Solo l’unità politica dell’Europa, che promuova l’intesa con le grandi aree politiche del mondo, dagli USA alla Russia, alla Cina, all’India, può aprire la strada ad un mondo nuovo, libero dal terrorismo. Coesione politica, consapevolezza etica e civile dei cittadini europei: noi europei, figli dell’umanesimo classico e cristiano, della rivoluzione francese, della coscienza che ha resistito ai totalitarismi pur avendoli generati, siamo in prima linea non con le armi, ma con l’intelligenza, la razionalità, la cultura del diritto, la solidarietà. Coesione politica, consapevolezza etica e civile dei cittadini europei all’insegna della giustizia e della pace: i soli ideali che possono offrire ai giovani il sogno di una vita autentica contro la disperazione, l’isolamento, l’odio che uccide.

A fine novembre a Casa Cervi, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, si terrà un seminario nazionale sul tema “Costruttori di ponti: scuola, storia, migrazioni”. Quando altri li abbattono e costruiscono muri, la memoria della Resistenza ci invita oggi ad assumere la nostra responsabilità, soprattutto verso le nuove generazioni, per costruire i ponti che uniscono le persone, i popoli, l’umanità. I resistenti non hanno dato la vita perché una nuova barbarie si imponesse nel mondo.

ALBERTINA SOLIANI

Presidente Istituto Alcide Cervi

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