“Un 25 aprile in cui credere” di Mirco Zanoni

Quello che sta arrivando, a Casa Cervi e ovunque, è un 25 aprile inedito. Dovevamo, volevamo contare gli anni dal fascismo, un secolo di antifascismo; e invece stiamo contando i giorni di guerra. Ogni giorno la guerra in Europa si impadronisce della scena, delle coscienze, del lessico. Ogni giorno lontani dalla Pace e lontani dallo stato di diritto, restiamo lontani dall’umanità, e torniamo nella parte peggiore del secolo passato. Ma ogni giorno trascorso dentro questo conflitto sembra anche allentare la presa del dibattito sulla realtà, sulla verità.

Il 25 aprile è un buon giorno per scegliere. Il 25 aprile è IL giorno. E’ il giorno ideale per credere nei nostri valori, e credere in noi stessi. Noi democratici, noi antifascisti. Il vasto campo dell’antifascismo, che è autorevole proprio perché così vasto, raccoglie molte idee sotto i medesimi ideali. E’ la precisa identità della nostra Resistenza, è il cuore stesso della nostra Repubblica. Per questo ha il dovere della fermezza e della responsabilità, ora più che mai. E se di fronte a questa guerra non esistono risposte semplici, esistono però risposte chiare. Senza “ma” e “però”, solo punti e a capo. Dopo i quali ogni complessità può essere affrontata, ogni ragionamento svolto, ogni inquietudine accolta; ma una riga sotto un piano solido, di cui andare orgogliosi e farsi carico.

Alcune di queste risposte sono davvero alla portata di tutti, e lo saranno ancora di più il 25 aprile. Le si troveranno anche a Casa Cervi: l’antifascismo è dalla parte di chi resiste ad una aggressione indiscriminata e disumana. L’antifascismo è dalla parte del diritto internazionale (o quello che ne rimane). L’antifascismo è dalla parte della Democrazia e delle democrazie nel mondo.
Punto e a capo.

Ogni Resistenza è diversa, proprio come lo sono le guerre, ma l’urgenza morale di resistere alla violenza, alla sopraffazione, all’ingiustizia è la medesima. E’ questo che troveranno le persone a Casa Cervi il 25 aprile: la certezza di poter credere nella nostra storia comune, una storia grande e plurale che accoglie ogni riflessione, e onora tutte le sensibilità. Ma che non si fa cogliere impreparata di fronte all’evidenza dei fatti, e al verso degli eventi, alla posta in gioco. Nulla di questa guerra è semplice, a partire dal fatto che è una nostra guerra, piaccia o non piaccia.

Per quelli che sceglieranno di essere a Casa Cervi, un luogo ritrovato appena in tempo ci piace pensare, sarà l’occasione di riunirsi ad un popolo di pensieri e in pensiero. Troverà più persone che bandiere, più parole che slogan, più gesti di Pace che di guerra. In nome e in memoria di una libertà conquistata a carissimi prezzi, materiali e morali. Troverà storie da tutto il mondo, e la consapevolezza che siamo davvero nell’epicentro dei nostri valori, saldi per quanto scossi.

Chi si deve sentire più a Casa di tutti sono i giovani, e ci sia consentito un pensiero speciale a loro. Alle generazioni che a gran voce chiedevano di vivere e costruire un nuovo secolo, e invece sono stati precipitati indietro dai “Grandi” nel peggiore ‘900. Da chi la guerra la sta facendo e la vuole fare, da chi insegue giochi di potenze fuori corso. Questa guerra così antica nelle ragioni, così vecchia nella grammatica internazionale che ha riesumato, ha ammutolito le giovani generazioni. Ha espulso il futuro e azzerato il calendario del progresso, riavvolto il nastro della civiltà mondiale. A loro dovremmo ridare la parola, a loro dovremmo restituire il progetto del mondo. A loro dedicheremo questa Festa della Liberazione, perché questo 25 aprile sia davvero quello per cui la dote del passato conta: la memoria delle vittorie, delle conquiste, dei diritti, dell’umanità, della Pace.

I giovani si meritano l’orgoglio di essere Resistenti, Antifascisti, Liberi; nipoti di un XX secolo migliore di come sembra ora, protagonisti di un nuovo tempo tutto da inventare.

 

Mirco Zanoni
Coordinatore culturale Istituto Alcide Cervi

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