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Scuola di paesaggio «Emilio Sereni» – XI Ed. > 27 – 31 agosto 2019

Gattatico (Re)

Paesaggi dell’acqua

Scuola di paesaggio «Emilio Sereni»
Undicesima Edizione della Summer School Storia del paesaggio agrario italiano

27 – 31 agosto 2019

Direttore: Rossano Pazzagli
Comitato Scientifico: Mauro Agnoletti, Gabriella Bonini, Emiro Endrighi, Rossano Pazzagli, Saverio Russo, Carlo Tosco

Da oltre dieci anni questa Scuola di Paesaggio, che si svolge nella significativa cornice di Casa Cervi nella pianura emiliana, costituisce un punto d’incontro fra università, scuola e governo del territorio. Con una impostazione pluridisciplinare, la Scuola è rivolta a coloro che sono impegnati nei diversi campi dell’istruzione e della formazione, della ricerca, dell’amministrazione pubblica, delle professioni, dei musei e dell’associazionismo. L’edizione di quest’anno, dedicata ai Paesaggi dell’acqua si pone l’obiettivo di esaminare le dinamiche del paesaggio collegate alla presenza e all’uso dell’acqua, considerata come risorsa ambientale e come fattore generatore di paesaggio, in particolare nei territori rurali.

Al di fuori delle città il paesaggio, frutto dell’incontro tra uomo e natura, è storicamente contrassegnato dall’intreccio, in proporzioni variabili, di tre elementi fondamentali: il bosco, i terreni coltivati, l’acqua. La Scuola di paesaggio Emilio Sereni, fin qui dedicata prevalentemente al paesaggio agrario, cioè allo spazio coltivato, intende ora aprirsi allo studio degli altri due fondamentali elementi ambientali di questa feconda triade della trama paesaggistica, partendo dall’acqua considerata nella sua funzione di risorsa naturale essenziale alla vita, ma anche nel suo ruolo nel processi di formazione e di gestione del paesaggio.

L’Italia è un paese modellato dalle acque. Non solo perché è circondato dal mare, ma anche per la rilevanza che i suoi fiumi, i suoi laghi, le sue paludi hanno rivestito sul piano degli insediamenti umani, delle forme dell’agricoltura e dell’allevamento, e più in generale dell’organizzazione territoriale, economica e sociale, toccando anche gli aspetti culturali e simbolici della via comunitaria. Carlo Cattaneo scrisse che l’Italia è una patria artificiale costruita sulle acque, con riferimento alle bonifiche e alle forme di regolazione dell’uso della risorsa idrica, in particolare per l’agricoltura. Emilio Sereni, dal canto suo, includeva tra i paesaggi agrari italiani il paesaggio delle paludi e degli acquitrini, le risaie, le terre irrigue e quelle frutto del bonificamento. Per gli agricoltori l’acqua è sempre stata al tempo stesso un’opportunità e un rischio, comportando quindi la necessità di affrontare costantemente problemi di uso e problemi di difesa, sia lungo le coste che nell’entroterra, mentre l’accesso alla risorsa è stato da sempre un ambito di conflitto che nell’orizzonte contemporaneo è destinato ad allargarsi.

La presenza di strutture idrauliche (dagli acquedotti ai mulini, dalle dighe agli impianti per l’irrigazione…) ha punteggiato il paesaggio fin dall’antichità; le pratiche di difesa dalle acque (bonifiche, canali di scolo, sistemazioni agrarie di pianura e di collina, regimazione di fiumi e torrenti…) hanno impegnato in tutte le epoche lavoro e saperi contribuendo anch’essi all’incessante processo di territorializzazione; le forme di regolazione dell’accesso all’acqua – dai bisogni domestici a quelli agricoli e produttivi, dai trasporti alla produzione energetica – hanno rappresentato una fonte di organizzazione socio-territoriale e un collettore di esperienza giuridica, presentandosi spesso nella dimensione del conflitto, a sua volte generatore di paesaggio. Ne discende che gli spazi caratterizzati dall’acqua sono anche quelli dove si raggiungono più avanzate forme di gestione collettiva delle risorse e che quindi possono divenire oggi interessanti ambiti di sperimentazione per la rinascita di pratiche e sistemi comunitari, nell’ottica di una rinascita territoriale delle zone rurali.

Affrontando questi temi, la Scuola di paesaggio non si limita all’orizzonte scientifico e didattico, ma intende essere un punto di riferimento per le politiche – locali, regionali, nazionali – al fine di una pianificazione orientata alla salvaguardia del paesaggio agrario, tramite la conservazione delle trame storiche e il governo ragionato delle trasformazioni, per evitare ogni ulteriore riduzione di suolo fertile, che costituisce una risorsa limitata ed essenziale per la produzione di beni alimentari e per la salvaguardia dei caratteri delle identità locali, promuovendo un ruolo attivo delle comunità locali, una più avanzata collaborazione dei diversi livelli istituzionali e forme di partecipazione della popolazione al governo del territorio.

L’XI edizione della Scuola Emilio Sereni propone dunque un percorso articolato con varie metodologie didattiche. Il piano formativo è articolato in una lectio magistralis iniziale, alla quale seguiranno tre sessioni di lezioni frontali con discussione dedicate a:

  • Acqua e costruzione del paesaggio
  • Difendersi dalle acque
  • I conflitti per l’acqua

Attraverso le lezioni, i laboratori e le uscite didattiche, ciascun partecipante alla Scuola avrà la possibilità di approfondire e sperimentare, in una feconda interazione con gli altri allievi, i docenti e i tutor, letture e interpretazioni sul rapporto acqua-paesaggio nelle sue molteplici forme e sulle relative politiche pubbliche, con la finalità di arricchire il proprio profilo culturale, scientifico e/o professionale. Ulteriori opportunità di dibattito e di approfondimento sono costituite da iniziative collaterali (mostre, filmati, presentazioni di libri, colazioni e cene sociali, ecc.) che caratterizzano da sempre la Scuola Emilio Sereni, che viene così a configurarsi come una occasione di full immersion finalizzata alla trasmissione di conoscenze e alla formazione di competenze sulla didattica, la progettazione e le politiche del paesaggio come parte significativa della più ampia sfera di governo del territorio.

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