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TERRA, LAVORO E ATTREZZI DEL MONDO RURALE > 19 settembre – 31 ottobre 2015

PER UN NUOVO RACCONTO DEL TERRITORIO

Evento espositivo in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio (19-20 settembre 2015)

Nell’ambito della rinnovata attenzione ai temi della terra e del lavoro sulla terra stimolata anche da Expo, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, il Museo Cervi organizza un percorso ragionato presso alcuni dei propri spazi, originariamente spazi di lavoro e di vita della casa contadina della famiglia Cervi. A partire dalle scelte coraggiose e all’avanguardia che i Cervi compiono nella prima metà del ’900 e che si riveleranno fondamentali per l’innovazione di alcune pratiche produttive e per un impulso alla meccanizzazione delle campagne, il percorso di visita intende porre particolare attenzione ad alcuni cicli produttivi rappresentati nel percorso del Museo Cervi, alle tipologie e agli usi stessi degli attrezzi, mettendoli in rapporto con le tipiche colture locali ma anche con il processo di evoluzione delle campagne e dell’economia agricola con l’avvento della meccanizzazione.

Si tratta di un percorso certamente non esaustivo ma significativo del fermento che ha attraversato le campagne emiliane a cavallo fra la prima metà del secolo scorso e il primo dopoguerra e che trova una significativa rappresentazione nella operatività e nella lungimiranza della famiglia Cervi, giustamente definita di ‘contadini progressisti’.

telaioNella foto il TELAIO NOSTRANO Tlèr nostràn (Inv. 298 – CICLO DELLA CANAPA)

Il telaio non è quello originale, che andò bruciato al momento della cattura dei Cervi, ma un modello assolutamente identico. Con il telaio, Genoeffa e le nuore tessevano, come era consuetudine e necessità, gli indumenti e tutto quanto serviva al funzionamento della casa.
Nella forma più semplice, il telaio è organizzato con due sistemi di piccoli nodi (lis) attraverso i quali passano i fili dell’ordito. Uno raccoglie la serie dei fili pari, l’altro quella dei fili dispari. La tessitrice, premendo i pedali del telaio, alza e abbassa alternativamente, distanziandole, le due serie di fili. Attraverso il varco che si apre viene fatta passare la navetta contenente la spola. Il periodo dedicato alla tessitura coincideva con il tardo inverno o la precoce primavera, quando ancora non incombevano i lavori dei campi. Il telaio era di solito collocato in una ‘posta’ vuota della stalla.

Scopri le opere d’arte, le fotografie e gli oggetti della cultura contadina custoditi dal Museo Cervi

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