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SGdT EMILIO SERENI > 12-13-19-20 giugno 2019

Scuola di Governo del Territorio Emilio Sereni

VII edizione 2019

LA CURA DEL TERRITORIO

 Per una nuova logica di prevenzione e manutenzione programmate

 

Commissione scientifica: Gabriella Bonini, Emanuela Guidoboni, Sandra Losi, Rossano Pazzagli, Stefano Storchi, Fabrizio Toppetti

            La pianificazione e la gestione del territorio richiedono sempre più elevate competenze conoscitive, progettuali, normative e finanziarie per poter rispondere adeguatamente ai temi della tutela, valorizzazione e trasformazione del territorio e dell’ambiente. Il governo del territorio si fonda sull’integrazione delle competenze politiche, giuridiche, amministrative, scientifiche e comprende la materia urbanistica, l’edilizia, le opere pubbliche, la mobilità, la difesa del suolo, il paesaggio e, in generale, la cura prioritaria dell’interesse collettivo.

            Una delle questioni centrali è la compatibilità tra gestione del territorio e sviluppo locale sostenibile, che richiede un ritrovato protagonismo delle comunità locali nell’ambito dei più ampi livelli di pianificazione, in particolare quelli regionali. Tuttavia, della nozione di gestione del territorio non è possibile dare un’interpretazione univoca, soprattutto nel quadro di riferimento internazionale. Anche dal punto di vista dei significati pratico-operativi che a essa vengono attribuiti, è possibile rintracciare una molteplicità di diverse connotazioni come quelle assunte, per esempio, dai concetti di land, spatial, environmental o territorial management o dai concetti di aménagement, gestion des territoires.

Nel complesso, le significazioni variano a seconda:

▪       del contesto territoriale di riferimento e in particolare del tipo di organizzazione politico-istituzionale e amministrativa dello Stato;

▪       delle competenze giuridiche e finanziarie attribuite ai vari livelli di governo; del loro grado di autonomia e responsabilità;

▪      delle diverse tipologie di istituzioni con competenze in materia di territorio (come, per es., in Italia i parchi nazionali, le autorità di bacino, le unioni dei comuni o altri enti).

Recentemente, i processi di democratizzazione e decentralizzazione in atto in diversi paesi, la crescente complessità dei conflitti tra attori in materia di territorio e ambiente, l’applicazione di nuove politiche sociali e di sviluppo, hanno di fatto portato a un ampliamento dei temi e delle finalità riconosciuti di pertinenza della gestione del territorio.

            Nella nostra ottica, la problematica dello sviluppo sostenibile in riferimento alla gestione del territorio, acquista rilievo perché essa richiama il tema della governance e in particolare delle modalità attraverso le quali coinvolgere e far partecipare gruppi più o meno organizzati della società civile e i singoli cittadini alle scelte programmatiche e ai processi di gestione territoriale. Si afferma l’idea che il radicamento in un territorio di pratiche efficaci, coerenti e sostenibili dipenda dal modo con cui sono gestite le problematiche territoriali e ambientali e da come, attraverso la partecipazione, i singoli abitanti di un territorio decidano di assumersi specifiche responsabilità in merito alla gestione del luogo in cui vivono, incidendo effettivamente sulle scelte di pianificazione.

            In questi ultimi anni, inoltre, la gestione del territorio ha acquisito particolare rilievo anche in riferimento a un altro tema, quello della prevenzione dei disastri ambientali, oltre che, in caso di eventi eccezionali di origine naturale o antropica/tecnologica, della gestione delle emergenze in funzione preventiva rispetto a eventuali nuovi disastri.

            La rilevanza della gestione del territorio in relazione alla prevenzione/gestione dei disastri si coglie soprattutto a livello del nesso che esiste tra rischio ambientale e politiche di governo del territorio. Secondo le interpretazioni più recenti che si vanno ormai consolidando e affermando, non è possibile valutare il rischio ambientale se non contestualizzandolo socialmente e territorialmente. Di conseguenza, non è possibile definire politiche di governo del rischio efficaci prendendo in considerazione solo l’ambito spaziale e geografico del rischio (in termini probabilistici).

            Una corretta valutazione del rischio ambientale è quella, invece, che si ha quando si individua il contesto politico-istituzionale, economico e sociale pertinente per un suo efficace governo. In altre parole, la prevenzione/gestione dei disastri ambientali non può essere scissa dai luoghi in cui si dispiega il vissuto quotidiano dei singoli e delle collettività ‘a rischio’, e non può non tenere conto della qualità dei luoghi dell’abitare e di un aspetto centrale: la cura dei luoghi e la manutenzione del territorio. Poiché i luoghi dell’abitare e la loro qualità/vulnerabilità dipendono fortemente dalla gestione del territorio messa in atto, è evidente il rilievo che essa assume in riferimento alla prevenzione/gestione dei disastri ambientali.

              In questa ottica diviene comprensibile e realizzabile il concetto di resilienza delle comunità.

Metodologia

La scuola è articolata in moduli che comprendono 3 relazioni sui temi specifici e momenti dedicati al racconto di best practice che possono essere proposte, in modo partecipativo dai corsisti, che dovranno comunicare in anticipo la proposta e avranno a disposizione un tempo massimo di 15÷18 minuti per l’esposizione.

Call per la presentazione di best practice da parte degli iscritti alla SdGT Emilio Sereni

Spunti di buone pratiche, ovvero esempi di azioni che hanno come finalità una possibile risposta ai quesiti elencati

* Come costruire una visione collettiva del paesaggio e del patrimonio territoriale, combinando conoscenze e rappresentazioni esperte con conoscenze e rappresentazioni contestuali?

* Come far sì che questa visione, per non perdere efficacia di fronte alle logiche e alle pratiche che emergono, integri appieno la consapevolezza dei potenziali rischi naturali?

* Quali saperi attivare per una prevenzione e manutenzione programmate del patrimonio storico-culturale capace di oltrepassare la logica dell’intervento?

* Come mantenere una visione e gestione collettiva nel passaggio dalla conoscenza/rappresentazione alla realizzazione, evitando processi di totale “delega” che spesso generano fenomeni di vera e propria “irresponsabilità istituzionale”?

* Quanto è importante il riconoscimento della forma e dell’estensione del “territorio di vita” per il pieno esercizio di tutte le diverse forme di democrazia?

* Come avviare percorsi innovativi di organizzazione degli abitanti volti alla (ri)costruzione di reti comunitarie in grado di innescare iniziative di ripristino della socialità, informazione e affidabilità dei decisori pubblici?

* Come contestualizzare gli eventi calamitosi, i disastri di origine naturale nei più generali fattori di fragilità del nostro Paese?

* In che modo rigenerare le diversità virtuose del patrimonio insediativo urbano e rurale per contrastare la banale semplificazione del globale?

* Come contrapporre un modello insediativo complesso che definisca evolutivamente le proprie regole invarianti generatrici di paesaggio di alta qualità ?

* In che modo sventare le urbanizzazioni post-sisma che disseminano “soluzioni abitative di emergenza” e sedimentano per pura addizione un paesaggio del tutto privo di qualità distintive? E cosa contrapporre?

* Qual è il ruolo dei corridoi infrastrutturali e dei nuovi sistemi di mobilità “dolce” nel quadro di una visione di accessibilità alle aree fragili?

* Quali gli elementi di un progetto urbanistico / paesaggistico di ricostruzione, capace di sostenere di riprendere e valorizzare le esperienze progettuali di (re)insediamento pre-sisma – pre-catastrofe?

* Come connettere le ipotesi di rinascita delle aree terremotate / fragili con i processi di controesodo, ripopolamento e costruzione di nuove centralità in queste aree?

 Le proposte di intervento devono comprendere:

■        titolo

■        un breve abstract di 20 righe circa

■      CV del proponente (non superiore alle 1000 battute)

Devono essere inviate, entro il 2 giugno 2019, a biblioteca-archivio@emiliosereni.it

La Commissione scientifica della SdGT Emilio Sereni valuterà entro il 9 giungo 2019 le proposte inviate e comunicherà l’eventuale accettazione delle stesse tramite mail al proponente.

PROGRAMMA

 

Primo Modulo: 12-13 giugno 2019

MERCOLEDÌ 12 GIUGNO ore 15 – 19

Prima sessione: UN PAESE DA CURARE

Lectio magistralis di Vito Teti, La cura dei luoghi, fra tirannia del presente e imprevedibilità del futuro

GIOVEDÌ 13 GIUGNO ore 9.30 – 13.30

Seconda sessione:  DALL’EMERGENZA ALLA PREVENZIONE

GIOVEDÌ 13 GIUGNO ore  14.30 – 18.30

Terza sessione: CURA E MANUTENZIONE

 

Secondo modulo 19-20 giugno 2019

MERCOLEDÌ 19 GIUGNO ore 15 – 19

Prima sessione: CLIMA E TERRITORIO

GIOVEDÌ 20 GIUGNO ore 9.30 – 13.30

Seconda sessione: LE POLITICHE

GIOVEDÌ 20 GIUGNO ore 14.30 – 18.30

Terza sessione: LA VALORIZZAZIONE

***Ogni sessione dei due moduli termina con la presentazione di buone pratiche da parte degli iscritti a cui segue la discussione***

Per info e iscrizioni:

biblioteca-archivio@emiliosereni.it

MODULO ISCRIZIONE

Costo di iscrizione
Una sessione € 30,00   Un modulo € 80,00   Due moduli € 150,00

Il contributo di iscrizione può rientrare inoltre nella card BONUS SCUOLA

è in fase istruttoria la pratica per l’attribuzione di Crediti Formativi Professionali (CFP) per gli Architetti e per gli Agronomi.

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