“Dissacrare il tiranno. La forza espressiva della satira artistica di Lucio Parigi nei ritratti di Adolf Hitler”

Casa Cervi | Via Fratelli Cervi 9, Gattatico (Reggio Emilia)

Da domenica 1° febbraio a domenica 8 marzo 2026

Mostra
DISSACRARE IL TIRANNO.
La forza espressiva della satira artistica di Lucio Parigi nei ritratti di Adolf Hitler

Visitabile negli orari di apertura del Museo Cervi

In occasione del Giorno della Memoria 2026, l’Istituto Alcide Cervi presenta la mostra “Dissacrare il tiranno. La forza espressiva della satira artistica di Lucio Parigi nei ritratti di Adolf Hitler”, ospitata nelle sale espositive del Museo di Casa Cervi da domenica 1° febbraio a domenica 8 marzo 2026 negli orari di apertura del Museo.

Sono circa 25 le opere esposte, realizzate dall’artista grossetano Lucio Parigi (scomparso nel 2014): un corpus coerente per tema e tecnica, in cui prevalgono il disegno a china e l’uso dell’acquerello, con una sorprendente forza comunicativa che trasforma la satira in strumento di denuncia e di coscienza civile.

«Queste opere arrivarono a Casa Cervi come dono dell’ANPI di Grosseto e oggi le restituiamo al pubblico come patrimonio vivo», spiega Paola Varesi, Responsabile del Museo Cervi. «Parigi sceglie l’arma dell’ironia per dissacrare Hitler e smontare i simboli del consenso: è un gesto artistico e civile che, nel Giorno della Memoria, ci aiuta a riflettere su ciò che è stato e su ciò che ancora accade nel mondo.»

LA MOSTRA DI LUCIO PARIGI

L’esposizione nasce come contributo alla riflessione pubblica, attraverso lo sguardo di un artista che ha saputo mettere in scena una critica ironica e spiazzante del potere, ridicolizzando Hitler – il dittatore che nel Novecento ha incarnato il male assoluto – e svelando i meccanismi del consenso, dell’adorazione cieca e della propaganda. Un rovesciamento satirico in cui il tiranno viene privato dell’aura, “smontato”, reso vulnerabile: la satira diventa così demistificazione, desacralizzazione, atto di resistenza culturale.

Lucio Parigi, partigiano con il nome di battaglia “Gavroche”, fu attivo nell’ANPI di Grosseto, dove militò e ricoprì incarichi dal dopoguerra. Alla fine degli anni Novanta, proprio tramite l’ANPI, un nucleo importante delle sue opere giunse a Casa Cervi in dono: un frammento significativo di patrimonio che oggi viene valorizzato e restituito al pubblico come occasione di memoria, ma anche come invito a interrogarsi sul presente.

Nelle opere in mostra, Hitler è protagonista unico e disumano di una rappresentazione feroce e grottesca della dittatura più crudele. Accanto a lui si addensano simboli e immagini che rimandano al sistema che ha alimentato la macchina del consenso: situazioni assurde e deformate, unite da un tratto costante – la denuncia del male e delle sue maschere, fino alla messa a nudo della miseria umana. L’artista, maestro nell’uso di tecniche grafiche e pittoriche, porta nel segno e nella cura del dettaglio l’esperienza del suo mestiere di orafo: una precisione che diventa potenza narrativa, capace di trattenere sulla carta sfumature, contraddizioni e crudeltà.

In tante fasi della storia l’arte si è fatta carico di rappresentare l’indicibile, di raccontare drammi e storture, di denunciare e provocare indignazione ma anche consapevolezza. Con questa mostra Casa Cervi rinnova il proprio impegno nel tenere viva la memoria, proponendo al pubblico un percorso dove la satira diventa linguaggio di libertà e strumento di presa di coscienza.

GIORNO DELLA MEMORIA 2026
Le iniziative a Casa Cervi

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