Quaderno 17

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Descrizione

 

IL PAESAGGIO NEL RAPPORTO CITTÀ-CAMPAGNA

A cura di Gabriella Bonini e Rossano Pazzagli, nella collana Quaderni dell’Istituto Alcide Cervi

 

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Presentazione

 

Nell’età contemporanea il rapporto città-campagna ha visto perdersi  il confine fisico (le mura) tra la città e la campagna e il dialogo ha preso altre forme, talvolta interrompendosi del tutto: la città sembra poter vivere senza la sua campagna e la campagna può morire senza più alcun rapporto con i centri urbani di riferimento. Non è solo una questione urbanistica, ma la fine di un modo di intendere la politica, della capacità dei pubblici poteri di dare risposta al disagio per la condizione urbana e del territorio.

Occorre ripensare le relazioni fra la città e la campagna, fra cultura urbana e mondo agricolo. Il territorio rurale non è un vuoto da antropizzare, ma un sistema coniugato alla città in quanto sede di processi essenziali di produzione primaria, luogo di salvaguardia della biodiversità, dei cicli ambientali e dei paesaggi. È parte integrante del territorio, è bene pubblico da inquadrare tra gli obiettivi del superiore interesse collettivo al di là degli assetti proprietari e delle forme di conduzione. L’attenzione va rivolta alla multifunzionalità del territorio rurale, alla sua capacità di produrre un flusso di beni e servizi utili alla collettività, alla città nel suo insieme, legati non solo alla produzione primaria, ma anche e soprattutto al riciclo e alla ricostituzione delle risorse di base, al mantenimento degli ecosistemi e della biodiversità del paesaggio.

Per questo, nelle giornate della XII edizione della Scuola di paesaggio Emilio Sereni ci è parso necessario vedere come superare le contrapposizioni e lavorare per ricostruire un’alleanza tra città e campagna. I saggi che compongono questo ricchissimo volume cercano di farlo nel lungo arco temporale che va dal mondo antico alla contemporaneità, in diverse aree geografiche del Paese e a diverse scale: storica, urbanistica, sociale, antropologica, politiche, didattica.

Un affresco di contributi di grande spessore che intessono relazioni “funzionali” con il cibo, il tempo libero, la scuola, gli stili di vita, la salute, che rimettono al centro l’agricoltura, i legami tra la multifunzionalità rurale e i contesti urbani, e questi, a loro volta, si rispecchiano nella qualità del paesaggio come contenitore di armonie, anziché di separazioni.