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PARCO AGROAMBIENTALE

parco-moduloIl Parco sorge in una porzione del podere agricolo annesso alla casa in cui visse e lavorò la famiglia Cervi, e rappresenta un itinerario guidato nell’ambiente naturale e culturale della media pianura padana, poiché mantiene e ricrea, nell’ambito del territorio agricolo, spazi naturali promuovendo pratiche agronomiche più rispettose dell’ambiente, contribuendo al mantenimento nel territorio di elementi del paesaggio agrario locale come, ad esempio, la ‘piantata reggiana’, ormai al limite della definitiva scomparsa.

In una porzione di terreno dell’estensione di un ettaro è stato ricostruito lo schema della piantata reggiana con la vite maritata all’olmo per conservare sul territorio il tipico elemento del paesaggio agrario locale ormai al  limite della definitiva scomparsa.

parco9In un’altra porzione di terreno è stato messo a dimora un Giardino di frutti antichi, un filare di nove alberi (fico, pero cocomerino, melograno, gelso, albicocco rosso, melo, olivo, susina zucchella e ciliegio) figli in linea diretta di altrettanti patriarchi da frutto sparsi per la Regione Emilia Romagna, alcuni dei quali ora estinti, ma che ora questo “fratello” giovane ne perpetua nel tempo il germoplasma e la storia antica.

Con il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Modena e Reggio Emilia è stato destinato un appezzamento di terreno alla realizzazione di una Banca del germoplasma per le varietà di grano tenero con il mantenimento e il rinnovamento di collezioni vegetali di campo.

Il Parco prosegue così il racconto storico del Museo Cervi e lo arricchisce, contestualizzandolo, con lo studio dell’evoluzione del rapporto tra uomo e territorio evidenziando le modifiche apportate all’ambiente nel corso della storia. Queste modifiche determinarono trasformazioni che hanno consentito lo sviluppo di una delle economie agricole più prosperose del nostro paese, e che hanno lasciato tracce nella centuriazione romana ancora perfettamente leggibile nel reticolato delle strade e dei corsi d’acqua che contornano il Museo Cervi, nelle imponenti opere di bonifca dei terreni paludosi, nella regimazione dei fiumi e nella costruzione e canalizzaizoni irrigue che caratterizzano tipicamente l’assetto ambientale e paesistico odierno.

parco2Il tema centrale del Parco, affidato ad una mostra modulare permanente, è l’analisi delle caratteristiche ambientali della media pianura padana attraverso l’evoluzione storica degli insediamenti antropici, connessi in particolare all’utilizzaizone agricola del territorio.
Il Parco Agroambientale è uno spazio concepito per un pubblico molto vasto: appassionati ed esperti del settore, la scuola, visitatori in genere. Il percorso di visita è corredato di pannelli esplicativi e si articola in 4 sezioni: – Introduzione al paesaggio Un percorso di conoscenza per padroneggiare le origini del territorio, in questo caso la piana alluvionale e le sue caratteristiche morfologiche e naturalistiche. – Gli habitat della pianura Un inquadramento generale dell’evoluzione delle specie viventi, e del loro adattamento alle condizioni ambientali, per poi addentrarsi nelle specificità delle siepi autoctone, del bosco igrofilo e delle zone umide. – Antropizzazione del territorio Un viaggio nei primi insediamenti umani fino al susseguirsi delle civiltà che hanno abitato e modificato il nostro territorio: gli insediamenti terramaricoli, la civiltà etrusca, la centuriazione romana, e il recupero del territorio dopo lungo abbandono. – L’agricoltura della pianura L’elemento che più ha disegnato la morfologia e l’identità del territorio in tempi recenti. Dalle prime coltivazioni tradizionali alla trasformazione del lavoro contadino dettato dalla rivoluzione industriale e dal mercato, per arrivare agli scenari odierni e futuri. – Il percorso botanico ipertestuale 
E’ un importante supporto alla visita al Parco Agroambientale, che parte dalla codifica e dal riconoscimento delle specie presenti nella pianura emiliana. Scopo del percorso ipertestuale è quello di familiarizzazione anche i più inesperti e i ragazzi delle scuole alla botanica, al riconoscimento delle piante e alla comprensione della complessa diodiversità presente sotto i nostri occhi. Il tutto  mentre ci si inoltra nel percorso didattico seguendo i pannelli e l’itinerario guidato.

2 comments

  1. Valida e lodevole anche questa parte di Casa Cervi, mostra la vitalità della cultura e della ricerca storica, economica, agronomica.

  2. Come dice una famosa canzone, i figli di Alcide non sono mai morti, e ciò che continua ad esistere , ciò che continua a crescere in nome dei Cervi lo dimostra