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Cari Amici_di Albertina Soliani

Cari Amici,
siamo entrati nella settimana che ci separa dal voto nella nostra Regione.
Sentiamo che quel giorno sarà decisivo, non solo per i prossimi anni in Emilia-Romagna.
Sappiamo anche che molto è già accaduto di quello che il voto esprimerà.

Sarà decisivo non solo per i prossimi anni degli Emiliano-Romagnoli, ma anche per
l’Italia e per l’Europa, sarà un segno politico sul futuro. Non poco, per la nostra responsabilità di elettori. Siccome di un’Italia e di un’Europa politica in grado di stare in piedi nel mondo, adesso e domani, c’è estremo bisogno, tutto si tiene, mentre tutto si muove.

Vi scrivo il giorno dopo del grande incontro delle Sardine a Bologna. Incontri sempre consapevoli, della domanda che urge, della risposta che bisogna dare. Si riparte anche di lì, perché dopo il 26, comunque vada, la politica deve ripartire. Quasi da capo, decenni dopo. Per far vivere la democrazia, per darle nuovo ossigeno. Perché ancora non si vede la proposta che persuade e scuote, il sogno che appassiona. Solo di questo abbiamo bisogno. La gente è lontana, delusa, arrabbiata perché è questo che non trova, non solo risposte insufficienti, non adeguate al bisogno di giustizia e di serenità. Né trova politici all’altezza culturale ed etica del sogno.
Il buon governo è necessario, ma dentro il sogno, carico di valori e di scelte.

La destra descrive incubi, e non sa cosa sia il buon governo. Io li ho visti da vicino, al Senato, dal 2001 al 2006, e dal 2008 al 2013. I lunghi anni della destra. Ho visto la Lega. Un disastro per l’Italia, per le nostre vite e per quelle delle nuove generazioni.

Ieri abbiamo presentato a Casa Cervi il libro su Maria Cervi, di Laura Artioli: Con gli occhi di una bambina, Viella Editore. Con moltissima gente, Maria era ed è molto amata.

E forse c’è anche la nostalgia di una visione politica che riprenda il sogno dei Resistenti, di Ventotene, dei Costituenti, che solo certi luoghi e certe persone sanno evocare.

C’è una continuità tra la scelta dei Fratelli Cervi, il racconto di Papà Alcide, la pedagogia civile di Maria: hanno preso il destino della politica, cioè del futuro delle nostre comunità e del mondo, direttamente nelle loro mani. Senza aspettare partiti e organizzazioni. Non stavano a commentare, a twittare, sentivano su di sé la responsabilità di esserci, di pensare, di agire, di coinvolgere altri. La democrazia nasce e vive così. Era il motore della coscienza personale, del sentimento collettivo che cambiava le cose. Da formare.

Ricreare le coscienze è il compito principale. Se lo facciamo sempre, tutti, ci sarà in giro
molta più fiducia nella politica.

Nei prossimi giorni, aspettando il voto, avrò diverse cose tra le mani.
Lunedì si apre, nella Biblioteca di San Giovanni a Parma, il corso di formazione per medici e operatori sanitari del Myanmar, della Tanzania e dell’Italia, con l’Università di Parma.
Sulle politiche sanitarie della famiglia, della comunità, del territorio. Anche questo è la Regione Emilia-Romagna, con l’Università di Parma.

A sera sarò a Crema per preparare con i partecipanti il pellegrinaggio della Diocesi in Birmania, guidato dal Vescovo, sulle orme di Padre Alfredo Cremonesi, del PIME, martire in Birmania, beatificato di recente.

Martedì sarò al Ministero dell’Istruzione per preparare la sesta edizione di Costruttori di Ponti che quest’anno l’Istituto Cervi porterà a Eboli, patria di Matteo Ripa, insieme con il MIUR, l’Università di Salerno, la Fondazione Migrantes. Matteo Ripa, nel ‘700,andò in Cina, tornato fondò l’Istituto di Studi Orientali di Napoli. Il Convegno parlerà de La via della seta, delle scuole e dei maestri sul suo percorso. Le scuole del sud sono scuole
del Mediterraneo, aperte al mondo.

Mercoledì e giovedì sarò di nuovo a L’Aia, con Alberto e Andrea per la sentenza che giovedì la Corte Internazionale di Giustizia pronuncerà. Sto accanto al Myanmar, nel momento più difficile. Per sostenerlo e incoraggiarlo, qualunque cosa succeda, nell’assunzione di nuove responsabilità. Gli amici ci sono per questo. Non ci sarà Aung San Suu Kyi, ci sarà il Ministro del suo Ufficio U Kyaw Tint Swe. Lei sa che andrò, ed è contenta.

L’abbiamo incontrata il 3 gennaio a Nay Pyi Taw, con gli amici del viaggio, nel prato di casa sua, a conversare per due ore ai tavoli con la torta. Presenti suoi cari amici, l’ex Presidente della Repubblica e sua moglie parlamentare, persone speciali. Dopo le abbiamo cantato Bella Ciao, e Va’ Pensiero. Lei e i suoi amici lo hanno cantato con noi.

In questi giorni è stato in visita in Myanmar Xi Jinping per i 70 anni dei rapporti di amicizia dei due Paesi. Hanno sottoscritto molti accordi, la Cina è lì. E l’Occidente?

Venerdì ci troveremo insieme, in tanti, alla cena di amicizia con il Myanmar, organizzata dall’Associazione per l’Amicizia Italia Birmania Giuseppe Malpeli in collaborazione con l’Università di Parma. Scambieremo esperienze e pensieri.

Chi vuole può prenotarsi, saremo alla Corale Verdi, vicolo Asdente 9, alle 20.
Un modo di essere Parma nel mondo, Parma 2020 è anche questo.

E così finirà la settimana, per la verità con sabato a Bologna. E altre cose in mezzo. Molte cose, in realtà una sola muove i miei passi, finché la vita lo consentirà. L’amore per le persone, e per l’umanità. Come si può, come si sa, e come abbiamo imparato ormai nei lunghi decenni della vita.

Nei giorni scorsi, con un centinaio di studenti, ho ascoltato a Casa Cervi Frediano Sessi, grande studioso della Shoah, che ha presentato il suo ultimo libro: Prof. Che cos’è la Shoah? Un grande silenzio, per due ore. La consapevolezza dei giovani è la nostra fiducia.

Grazie, come sempre.

Albertina

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