Home > CITTADINANZA > Cari Amici_di Albertina Soliani

Cari Amici_di Albertina Soliani

16 Aprile 2019

Cari Amici,
è tempo di Pasqua, ancora una volta. Una speranza che continuerà a tornare ogni anno nella nostra vita e nella storia, fino alla fine. È la Risurrezione, il più grande dei misteri.
Nella settimana di Pasqua desidero farvi giungere i miei auguri perché il “passaggio” sia pieno di gioia e di fiducia, tanto più intense quanto più drammatici sono i problemi.

Sto rientrando da Roma, sono stata al Quirinale con Carla Nespolo, Presidente Nazionale dell’ANPI, e con altri rappresentanti delle Associazioni, partigiane e civili (don Ciotti, Camusso, Furlan, Chiavacci, Rossini, Bonsanti, ecc.). Abbiamo consegnato al Presidente della Repubblica le 300.000 firme raccolte in questi ultimi mesi per la messa al bando dei gruppi neofascisti.
Un segnale preciso: l’Italia sia antifascista secondo l’origine della Repubblica.
Mentre le democrazie liberali sono percorse da venti autoritari, populisti e razzisti, è urgente l’impegno delle coscienze democratiche. Abbiamo consegnato questo messaggio a Sergio Mattarella, limpido custode di questo impegno. Ci ha detto: “Quando si sdoganano certe parole e certi comportamenti, è tempo di intervenire”. Ci ha anche sollecitato ad investire sui giovani, anche usando le tecnologie della loro vita. Gli ho detto che a Casa Cervi il 25 aprile i giovani saranno sul palco a dire la loro parola.

A Casa Cervi stiamo preparando il 25 aprile. E la vigilia del 24 con la lettura serale nelle stanze del Museo del Manifesto di Ventotene, frutto della Resistenza, per un’Europa unita e in pace.
La scelta di allora è oggi nelle nostre mani.
Sul palco, il 25 aprile, ospiteremo giovani studenti che daranno voce al loro desiderio di pace, di solidarietà, di salvezza del pianeta. Inaugureremo anche la Biblioteca per ragazzi “Il Mappamondo”, costruita con la consulenza di Gianni Greci, un grande esperto in materia, già direttore della Biblioteca “Cesare Pavese” di Parma.
Riprendiamo la passione dei Cervi per la lettura, la biblioteca popolare, la suggestione del mappamondo.
La mattina del 25 aprile sarò anche a Castelnuovo di Sotto, invitata dal parroco don Gabriele Carlotti a tenere l’omelia nella Messa che sarà celebrata in piazza nel corso della celebrazione civile. Cose che avvengono in terra reggiana.
L’11 maggio, alle ore 20, l’Orchestra Arturo Toscanini terrà a Casa Cervi il Concerto della Libertà per l’Europa. Verdi, Beethoven, Toscanini, sono la musica degli europei donata al mondo intero. Europei come noi.

Cari Amici,
il fuoco che ha avvolto Notre Dame a Parigi è come se avesse avvolto l’Europa. I fatti ci parlano come segni dell’alfabeto, al di là degli interrogativi della cronaca. Il mondo ha bisogno dell’Europa, della sua cultura, dei suoi valori. L’Europa deve vivere. Noi dobbiamo viverla, custodirla, portarla nel mondo. Noi europei.

Con questo spirito vivo il tempo della resurrezione della Birmania, accanto ad Aung San Suu Kyi. Sono stata là, da lei, un mese fa.
I problemi sono immensi, il suo spirito è forte e fiducioso. La Cina è vicinissima. Ritorna il progetto sulla diga di Myitsone, una sciagura per il Paese.
Ma anche il porto di Kyaukphyu, nel sud del Rakhine, sul golfo del Bengala, assai utile alla Cina, sta cambiando la geopolitica dell’area. L’Occidente è lontano, preoccupato di colpire Aung San Suu Kyi, anziché di sostenerla. Comunque sensibile più ai suoi interessi economici e geopolitici che alle sorti della democrazia in Myanmar, paese strategico nel sud-est asiatico, l’unico sulla via della democrazia, alla ricerca di un equilibrio in condizioni molto complesse.
A fine mese Aung San Suu Kyi sarà a Pechino per il 2° Summit della Via della Seta, Belt and Road. Ci sarà anche l’Italia con il Presidente Conte.
È il mondo nuovo. Xi Jinping è stato recentemente a Palermo, ha visitato la Cappella Palatina. Un omaggio a Mattarella che in Cina è stato nel paese natale di Xi Jinping. E forse un segnale a Papa Francesco, con il quale il dialogo è aperto. La diplomazia dei gesti, che fa camminare la storia.
Il nostro impegno di collaborazione con la Birmania, sostenuto dall’Italia, continua con grandi sviluppi: nel campo della sanità, della cultura, dell’agricoltura e delle imprese, della spiritualità.
Ho incontrato là vecchi e nuovi amici, la nostra storia di amicizia è ormai come un grande fiume. Ho parlato a lungo con Charles Bo, il Cardinale di Yangon, alla vigilia di un suo viaggio negli USA, anche per preparare il prossimo Sinodo dei Vescovi sull’Amazzonia. La piccola, vivace Chiesa del Myanmar apre le nuove strade del mondo. Charles Bo compie gli anni il 29 ottobre, il giorno della morte di Giuseppe. Mi ha detto: “Il suo spirito è entrato dentro di me”.
Nei giorni scorsi abbiamo ospitato in Italia Rhi Zan, la giovane manager della piccola casa editrice birmana dei libri che raccontano “La terza storia”, educando i bambini alla riconciliazione e alla pace. Giorni bellissimi, a Parma con le Scuole dell’Infanzia, alla Fiera Internazionale del Libro per ragazzi di Bologna, a Roma al Seminario Costruttori di Ponti, promosso dall’Istituto Cervi e dal Ministero dell’Istruzione, con la Fondazione Migrantes e il Comune di Roma, a Reggio Emilia con Alleanza 3.0, il Comune di Reggio, Binario 49, il Teatro dell’Orsa. Impariamo tutti, gli uni dagli altri, condividendo lo stesso impegno per la democrazia e il suo spirito. Non importa in quale angolo del mondo.
Nella seconda metà di maggio una delegazione birmana, del Centro Eden di Yangon, verrà in Italia, interessata alla disabilità. Insieme con l’Università di Parma, il Comune di Parma, l’Ufficio Scolastico Provinciale, il CEPDI e le Associazioni interessate vivremo insieme la prospettiva dell’integrazione dei disabili. In Myanmar e in Italia. Una collaborazione che sta già dando buoni frutti. La nostra amica Caterina Sciariada, antropologa dell’Università Bicocca di Milano, è stata per mesi a Yangon e al Centro Eden per una ricerca sul campo.
Nei giorni scorsi all’Università Cattolica di Milano, il Dipartimento di Scienze Politiche ha organizzato un seminario su “Sviluppo e transizione democratica in Myanmar”. Con un centinaio di studenti molto preparati e partecipi. È intervenuto l’ex ambasciatore Giorgio Aliberti, il prof. Fausto Mignanego, e io con loro. Grazie ad Andrea Castronovo, il nostro amico che è stato in Birmania e ora studia in Cattolica, e per iniziativa della docente Claudia Rotondi, della Facoltà di Scienze Politiche e Sociali e coordinatrice del corso di Laurea Magistrale in Politiche sulla Cooperazione. Si è sviluppata una riflessione molto seria, ben lontana dalla superficialità dei media.
Sarò a giugno da Aung San Suu Kyi, mi aspetta anche nel giorno del suo compleanno. Sarò vicina a lei, alla sua vita. Così preziosa per il suo popolo, e per noi.

Cari Amici,
alla vigilia della mia partenza per la Birmania sono stata a Monteleone di Puglia, il borgo più alto della regione, ai confini con l’Irpinia. Per un premio all’azione non violenta per la pace, rivolto a me e all’Istituto Cervi. Nell’agosto del 1942 le donne di Monteleone si sono ribellate all’autorità fascista, reclamando pane e pace. Un fatto memorabile, con il processo durato fino agli anni ’50. La Resistenza al sud, con le donne. Oggi Monteleone, con i suoi murales agli angoli delle strade di pietra, accoglie gli immigrati. Una comunità che onora il nostro Paese.

Desidero anche dirvi che nei giorni scorsi la Camera dei Deputati ha approvato una mozione che riconosce il genocidio degli Armeni, iniziato nell’aprile del 1915. Finalmente. Nonostante le proteste della Turchia. All’epoca furono i Giovani Turchi, a capo dell’Impero Ottomano, i responsabili di quello che sarà ricordato come il primo genocidio del ‘900.
Nel 2005 avevo costituito in Parlamento l’Associazione dei Parlamentari amici dell’Armenia. È la politica che nasce dal riconoscimento della sofferenza dei popoli. In Armenia, in Birmania.
Sono entrata, e ritornata, nell’unica chiesa armena di Yangon, pensando a Gabriella Uluhogian.

Non posso tacervi, infine, la mia gioia per l’incontro di due settimane fa con i miei scolari di San Prospero di più di cinquant’anni fa. Grazie a Giuliano Tosi, uno di loro, e a un tam tam che ci ha fatti ritrovare. È passata quasi una vita, eppure ci siamo riconosciuti, eravamo gli stessi. Perfino nei dettagli, ma soprattutto nello spirito. Una parte molto preziosa della mia vita.

Vi aspetto a Casa Cervi il 24-25 aprile e l’11 maggio.
State bene.
Con tutto il cuore
Albertina

Prova anche

“Clima: Il Tempo Cambia. E’ Tempo Di Cambiare” – IL DISCORSO DI GRETA THUNBERG AL SENATO

Giovedì 18 aprile il Presidente del Senato Elisabetta Casellati ha ricevuto a Palazzo Madama Greta …