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Cari amici_di Albertina Soliani

Cari Amici,
è di nuovo Natale, un altro anno sta per finire e un altro anno sta per arrivare. Nella vita sono un passaggio, sempre nuovo. In questi giorni il nostro sguardo si concentra sulla nostra storia personale e sulla storia del mondo, con la speranza che possano essere migliori. Nascono da qui gli auguri.

All’Istituto Cervi viviamo un tempo intenso di cambiamenti. Di adeguamento delle strutture, di riorganizzazione delle attività. Perché il suo patrimonio morale viva nel mondo di oggi con il suo messaggio di umanità, di democrazia, di pace. Ve n’è un gran bisogno.
Si sta rinnovando il Museo; si sta realizzando la Biblioteca per Ragazzi Il Mappamondo, in dimensione multiculturale e multimediale; si stanno preparando per il 2019 le quattro settimane delle Lezioni di Casa Cervi per un’etica della coscienza civile, a cura di Maurizio Viroli; si sta sistemando il Parco Agro-ambientale; si innova nel campo dell’educazione e della didattica per la costruzione di un curricolo del Novecento, oggi abbastanza debole nelle scuole italiane; si sviluppano nuove attività culturali e teatrali; si completa la catalogazione della Biblioteca-Archivio Emilio Sereni e si sviluppa lo studio del paesaggio agrario; si sta ampliando la rete dei sentieri della Val d’Enza, con la partecipazione del territorio parmense; si consolida l’Archivio della Famiglia Cervi.
A novembre il Convegno Internazionale di Studi su Il paesaggio violentato, promosso dall’Istituto Cervi in collaborazione con l’Università di Parma, ha portato nuova luce sulle guerre del Novecento, sulla lezione che quella storia ci ha consegnato.
Stiamo lavorando ad un nuovo rapporto con il volontariato del territorio, specialmente giovanile, e con associazioni come Libera e Arci, per un loro impegno di collaborazione costante con Casa Cervi. Stiamo avviando la partecipazione dei soci individuali alla vita dell’Istituto. Il Comitato Scientifico sta pensando ad un ciclo di formazione storica e politica da mettere a disposizione di istituzioni e associazioni del nostro Paese.
Casa Cervi non è soltanto un luogo di memoria, è un terreno di semina per il cambiamento della storia che stiamo vivendo. È un luogo di educazione, di riflessione, di dibattito. Secondo l’esempio dei Cervi.
Il 28 dicembre ricorderemo al Poligono di Tiro di Reggio Emilia la fucilazione dei 7 Fratelli, Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore Cervi, e di Quarto Camurri. E a Casa Cervi, alle ore 11, scopriremo il busto di Genoeffa Cocconi realizzato dalla scultrice Jucci Ugolotti, trent’anni dopo la sua consegna del busto di Alcide.

Cari Amici,
in queste settimane siamo stati impegnati in alcuni convegni sui luoghi di memoria e sull’antifascismo oggi. A Milano per iniziativa dell’ANPI e dell’Istituto Parri Nazionale, a Casa Cervi con la rete dei Paesaggi di Memoria, a Rocca delle Caminate con l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Forlì-Cesena, a Roma con gli antifascisti europei chiamati dall’ANPI.
Da tempo le idee nostalgiche del fascismo e del nazismo, le pulsioni del razzismo, dell’antisemitismo, del nazionalismo, del cosiddetto sovranismo stanno percorrendo l’Europa e l’Occidente con esiti evidenti sul terreno politico. Le prossime elezioni europee decideranno il nostro futuro. Il sogno dell’unità politica dell’Europa è di nuovo nelle nostre mani.
È necessario esserci, lavorando ora, con tutte le nostre forze. Perché il mondo prenda strade diverse da quelle attuali. Tutto è molto chiaro, ormai.
Vi sono persone che indicano nuove prospettive. Con una grande forza interiore e con lucidità, come Papa Francesco. Non a caso nel mirino dei potenti. E come Aung San Suu Kyi, che oggi, come ieri, affronta enormi sfide con la stessa coerenza e con lo stesso coraggio. Di recente il The Economic Times ha scritto di lei: “È una politica spirituale, una razza così rara che non sappiamo come riconoscerla.”
L’Occidente fa fatica a riconoscerla. In realtà fa fatica a capire e a comunicare le spinte e gli interessi che dominano il mondo di oggi. Il potere del petrolio, la vendita delle armi, gli interessi economici e geo-politici inducono i grandi Paesi occidentali ad allearsi, paradossalmente, con quei Paesi e con quelle forze radicali che, usando l’Islam, portano violenza e morte nel mondo. Anche l’Asia è diventata un campo di interesse per loro, lì c’è il confronto con la Cina. È in questo quadro che si iscrive la situazione attuale dei Rohingya.
Aung San Suu Kyi, che percorre le strade della non violenza, del pluralismo etnico e religioso, della pacificazione e della riconciliazione nazionale, rappresenta un baluardo contro la violenza, gli interessi militari ed economici, i fondamentalismi religiosi. Noi siamo accanto a lei, consapevoli che in Asia, in Medio Oriente, in Europa e nel mondo si stanno affrontando oggi le stesse sfide. La sfida che lei ha indicato fin dagli anni della sua vita agli arresti, la libertà dalla paura. È su questo che noi in Occidente abbiamo bisogno di lavorare ancora molto.
Vi consiglio una buona lettura: Terence Ward, Per capire oggi il Medio Oriente. Quello che i media non dicono dell’Isis, Libreria Editrice Fiorentina, 2018.
Sarò da Aung San Suu Kyi a gennaio con il viaggio annuale di amicizia, dall’8 al 19. Il 10 gennaio, a Yangon, nel corso di un incontro all’Università di Medicina, verrà reso pubblico il rapporto di collaborazione con l’Università di Parma e con la Regione Emilia Romagna nel campo della sanità. Condividiamo il loro impegno per il futuro democratico della Birmania. Camminiamo con loro.

Qualcuno mi sollecita ad occuparmi anche dell’Italia. Capisco bene, in realtà non ho mai smesso di farlo, secondo le mie possibilità. Anche in Birmania porto l’Italia e, come vedete, da là guardo l’Italia, l’Europa, il mondo.
Soprattutto guardo con fiducia alle nuove generazioni che stanno costruendo un mondo nuovo. Come Antonio Megalizzi, figlio e padre dell’Europa, caduto a Strasburgo. Come Giulio Regeni, impegnato nella ricerca del diritto, vittima in Nord Africa. Sono giovani che amano il mondo nuovo, la conoscenza, la democrazia, la pace. Vogliono esserci, e abitare le frontiere della storia. Anche a prezzo della vita. I nuovi eroi di una Resistenza morale e intellettuale che non rinuncia al sogno di una umanità migliore.

Di fronte a queste coscienze, così mature, così feconde, restiamo sgomenti e indignati quando vediamo dilagare, tra noi, l’ignoranza, la cattiveria, l’egoismo, la violenza verbale e fisica. La stupidità. Questo non è il mondo che vogliamo.
Il poeta Jalal Al Din Rumi, del 1200, teologo musulmano sunnita di origine persiana, ha scritto: “Guardate! La carovana della civiltà è caduta in un agguato e ovunque gli stolti sono al potere!”.

Vi auguro ogni bene nei giorni del Natale e per tutti i giorni che verranno dopo. Vi auguro di sentire la forza del cambiamento del mondo che questi giorni portano con sé, sia che crediamo sia che non crediamo. Conosciamo i valori universali. Abbiamo fede nell’umanità che, sempre, soprattutto attraverso la sofferenza, va sicuramente incontro a un giorno nuovo.

Con i più cari saluti
Albertina

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