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Intervento di Albertina Soliani alla scuola di formazione politica de La Rosa Bianca

ASSOCIAZIONE LA ROSA BIANCA

Seminario-Scuola di formazione politica

Tema: “Sconfinamenti, tra sogni e visioni. Per un futuro di speranza e un impegno condiviso”

Terzolas (TN), 22-26 Agosto 2018

INTERVENTO DI ALBERTINA SOLIANI

Grazie, amici, di queste ore che vivremo insieme.
Ricordo di essere stata un’altra volta con voi, una trentina d’anni fa, credo a Brentonico.
Oggi sono venuta qui da Casa Cervi. Si trova tra Reggio Emilia e il Po. Vengo dalla terra dei Campi Rossi, dove i Cervi sono approdati negli anni ’30 come affittuari. 7 fratelli, 2 sorelle, nuore, nipoti. Due genitori, Alcide e Genoeffa. Una comunità, robusta, unita, vivace. Con radici cattoliche. La madre sapeva leggere. Di sera, nella stalla, leggeva la Bibbia e libri come La madre di Gor’kij. Erano antifascisti, perché umani. Poi Aldo incontra in carcere gli antifascisti comunisti.
Lavorano la terra, sono innovatori. Vogliono cambiare l’agricoltura e poi capiscono che si deve cambiare la storia. Sono i primi a comprare il trattore, e con il trattore portano a casa un mappamondo. Così li portano nei campi, il trattore e il mappamondo, oggi il simbolo di Casa Cervi.
Svolgono attività clandestina, fanno incontri serali nelle stalle, distribuiscono libri e volantini. Arriva Otello Sarzi con il suo teatro, con Lucia, e parlano della società e delle sue ingiustizie con i burattini. La loro casa diventa presto una casa aperta, accogliente per i prigionieri che scappano dai campi di concentramento, come Fossoli, e per i disertori. Sono sudafricani, russi, americani, irlandesi.
Il 25 luglio 1943, alla caduta di Mussolini, festeggiano con la pastasciutta che portano nella piazza di Campegine con i bidoni del latte, e la offrono a tutti. È la pastasciutta antifascista che oggi ogni anno si ripete a Casa Cervi e in altre piazze d’Italia.
Vanno in montagna, tra i primi. A Tapignola, sul crinale, incontrano don Pasquino Borghi, un prete che aiuta i partigiani.
Il 25 novembre si trovano a casa, la casa viene circondata dai fascisti e i 7 fratelli con il padre Alcide e un compagno, Quarto Camurri, vengono catturati e incarcerati. Per rappresaglia vengono fucilati al Poligono di Tiro di Reggio Emilia il 28 dicembre. Don Pasquino subirà la stessa sorte un mese dopo, il 31 gennaio del 1944.
Muoiono all’inizio della Resistenza. Tutto deve ancora accadere, ma tutto è già accaduto. La scelta, innanzitutto, di resistere in nome della coscienza. Noi siamo figli di quella scelta, lì siamo nati alla libertà.
La semina è importante per la terra e per la storia.
Nel loro nome molti poi si sono riconosciuti, in tutto il mondo.
Dopo la loro morte, Papà Cervi continuerà a raccontare. Diceva: “Dopo un raccolto ne viene un altro”.
Ma dopo neanche un anno la madre Genoeffa morì, non reggendo al dolore.
Oggi la Casa è viva. Il Museo racconta la storia di ieri, ma aiuta anche a leggere la contemporaneità. A Casa Cervi la memoria incontra gli studenti ed è la casa di un grande popolo. Con la Biblioteca e l’Archivio di Emilio Sereni, lì custoditi, si continua a studiare il paesaggio agrario italiano. Quest’anno in agosto terremo la decima edizione della Summer School, intitolata “Paesaggio e democrazia”, a Casa Cervi e poi a Caldarola, nelle Marche, colpite dal terremoto.
Oggi, che cosa sta succedendo?
In questi anni, con ANPI, abbiamo lavorato sull’antifascismo oggi. E sulla Costituzione. Che è Antifascista. Non solo nella XII disposizione transitoria e finale: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. Ogni parola, ogni articolo, è antifascista.
Diceva Giuseppe Dossetti: nella Costituzione abbiamo scritto ciò che si era salvato dalle macerie materiali e morali del secondo conflitto mondiale: la dignità dell’uomo, la libertà, l’uguaglianza, la solidarietà, la pace.
Questo il luogo che mi ha portato oggi qui con voi. Sono qui con la mia vita, una storia lunga che oggi guarda al presente e al futuro con gli occhi che cercano l’essenziale.
Siamo tutti parte ed eredi di quel cammino di libertà che è costato così tanto.
Noi siamo dei testimoni, con le parole e le scelte coerenti.
Con la stessa vigile attenzione di allora. Con la stessa consapevolezza.
Prima di tutto dobbiamo essere consapevoli. Del tempo che viviamo, di ciò che è in gioco, delle scelte.
Siamo qui per questo. Come essere consapevoli.
La bussola sta in un principio superiore. Morale.
La Rosa Bianca è spuntata nell’oscura notte del male.
La luce della coscienza nelle tenebre della storia.
Fragile ma non imprigionabile. La coscienza non è nelle mani altrui, è nelle nostre.
Parliamo di cose radicali, dell’empietà e della giustizia. Della spietatezza e della compassione. Dell’oppressione e della libertà. Del futuro dell’umanità aperto o negato. Ieri, e oggi.
La ragione, la domanda che portò gli studenti di Monaco a mettersi con la propria coscienza di fronte alla storia, a reggere l’urto della storia e dell’oppressione nazista, a scegliere la libertà a costo della vita, è la stessa che oggi chiede a noi di metterci di fronte alla storia del nostro mondo: di fronte al vento che cresce e si estende, e penetra la società e le persone, che chiamiamo delle nuove destre.
Un movimento vasto, che va dai margini del malessere, del disincanto, della sfiducia nella democrazia, il vero baluardo contro le destre, al nocciolo duro dei gruppi che si richiamano alla storia del passato nazifascista e totalitario. Ne rivendicano i principi, il fascismo del terzo millennio.
Ne esaltano la visione, alimentano il negazionismo e il revisionismo storico.
Da sempre, dal ’45 in poi.
Nel 1987 ero direttrice della scuola Pilo Albertelli di Parma. Alla vigilia dell’apertura dell’anno scolastico incendiarono il mio ufficio e parte della scuola. Il disagio durò un anno. Rimediammo velocemente. Non si è mai saputo chi era stato. Ma sul cancello dell’ingresso trovai scritte, in piccolo, alcune parole firmate Fronte della Gioventù. Nelle settimane precedenti sui muri della scuola, a caratteri cubitali, scrissero di notte Terza Posizione. Firme neofasciste. La scuola portava il nome di Pilo Arbetelli, un professore di filosofia, ucciso alle Fosse Ardeatine, ed era una scuola aperta, democratica.
Oggi parliamo di galassia nera, un numero di sigle, di gruppi, che abitano la società, la rete in modo crescente. Nell’indifferenza, senza sostanziale contrasto. Normalità fascista. Solo di recente si è formata una rete di sindaci che negano gli spazi pubblici a questi gruppi.
Vi è la Legge Mancino, che punisce chi istiga all’odio razziale. Come sapete, se ne discute.
In Italia sono attive Casa Pound e Forza Nuova, nel resto dell’Europa altri gruppi, dalla Grecia alla Germania, all’Inghilterra.
Nel 2011 Casa Pound inizia a presentare propri candidati alle elezioni, anche locali. È attivo nelle scuole Blocco Studentesco. Si saldano con i bisogni sociali, anche nelle zone del terremoto. Di recente ad Ostia la lista fascista è andata oltre il 9%. Neofascismo elettorale.
Vi sono sindaci che aderiscono a Casa Pound, come il sindaco di Trenzano in provincia di Brescia.
Sono molto attivi sui social network, come documenta una ricerca di Patria Indipendente, rivista on line dell’ANPI. Ci sono almeno 2700 pagine Facebook, compresi gruppi musicali.
È un percorso sommerso che riaffiora in modo crescente nei momenti elettorali. Ovunque in Europa, anche nei parlamenti.
In Italia si moltiplicano fatti violenti: Como, Macerata, e gli spari contro gli immigrati.
Ma sapete bene che vi è di più.
Le ragioni che sono state all’origine del nazifascismo in Europa dominano oggi la scena della storia e della politica, mentre tuttora è in piedi la democrazia, la vincitrice del grande scontro tra civiltà e barbarie, ma indebolita nelle sue strutture e soprattutto nel suo spirito: nel cuore della gente e dei popoli. Ecco il vero confronto oggi con le destre. La politica come delegittimazione: uno dei frutti della destra.
Il sentimento che domina è di destra: la paura, il razzismo, la discriminazione del diverso, l’io al posto del noi, la rabbia, la sfiducia nelle istituzioni. La domanda di autoritarismo, l’identificazione con il capo. Si rincorrono i capi di destra per fare selfie.
Come se non si credesse più nella capacità della democrazia di dare orizzonti, di riformarsi, di vivere lo spirito costituente delle origini. Abbiamo vissuto grandi trasformazioni, dei partiti, dei sindacati, ma la questione resta: la democrazia o la dittatura, oggi di soggetti occulti, è sempre il Grande Fratello. Rileggiamo 1984 di George Orwell. E la percezione del dramma, la consapevolezza, ancora non c’è.
E resta in silenzio il desiderio, non ancora esplicitato, di un sogno diverso. Sarebbe il compito della politica, che oggi vaga smarrita. Forse viviamo esperienze inedite: il bisogno di identità di fronte alla globalizzazione, la paura di non governarla, con la democrazia, con la cultura. Populismo e sovranismo: parole nuove che interpretano una fase.
Voi, i giovani istruiti e globali, siete e sono il potenziale per una politica democratica globale.
Non solo. Vi sono ormai governi che interpretano ed esprimono questo sentimento di ostilità, lo usano, fondano il consenso su questi temi, ogni giorno, con il potere dei social.
Salvini è questo. Paolo Berizzi ha scritto un libro: Nazitalia. Il fascismo è morto? O è eterno?
Questi sono i governi della nuova destra.
In forme diverse, questo accade in Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia. Di questo ci parlano le loro azioni quotidiane: i migranti bloccati sulle navi, Forza Nuova che manifesta a Catania davanti alla nave Diciotti.
Ricordo uno dei volantini della Rosa Bianca, terminava con queste parole: “Un popolo merita il governo che tollera”.
Sentiamo il vento di un sentire comune che non è il vento della Costituzione.
La destra ha volti e persone diverse in ogni Paese. Ma è presente in ogni Paese.
Ancora non c’è una unità politica europea di questo segno, ma ci potrebbe essere. Nel 2019. L’Europa è travolta da questa ondata. Le cause ci sono note.
L’Europa politica, nata da quel sogno di resistenza e di libertà, di giustizia e di pace, è di nuovo di fronte a noi. L’Europa dei valori universali, costituzionali, il continente del diritto, dei diritti umani, del welfare, della solidarietà, nel compromesso tra il mercato e il lavoro, il continente del ruolo della legge, del rispetto della persona.
Il patrimonio che dopo la Seconda Guerra Mondiale fu riversato nelle Costituzioni.
Questa Europa rischia di perdere se stessa.
Steve Bannon lavora a Bruxelles per costituire un grande movimento di destra in Europa. Non c’è la guerra, qui, ma conflitti sì, economici, sociali.
La partita è aperta. È solo all’inizio, anche se l’orizzonte si oscura.
Di nuovo, ora, il principio superiore interroga noi.
Ricordo il film con questo titolo di Jiří Krejčík, che mi colpì quando lo vidi, a scuola, nel 1960.
Sono in gioco per noi, con noi, oggi, i valori di umanità contro la disumanità.
Non sono episodi. Dossetti parlava di sistema del male. Ne parlava nel 1994, parlava di incubazione del fascismo. Ricordava la Marcia su Roma, che aveva visto, da ragazzo. Parlava di una grande farsa, una grande teatralità.
Parliamo dell’universalità dell’antifascismo. Nel marzo 2013 andai per la prima volta in Birmania. Portai con me il libretto di Romano Guardini, La Rosa Bianca. Incontrai alcuni studenti, in modo assai riservato, parlammo della loro resistenza e mi venne spontaneo parlare degli studenti della Rosa Bianca. Scoprii che li conoscevano.
Da dove ripartire? Da noi stessi.
Dall’educazione del popolo. Sarà un lavoro lungo, ma può dare frutti presto.
Giacomo Ulivi, la sera prima di essere fucilato, scrisse ai suoi compagni di scuola: “Può anche bastare, sapete, che con calma cominciamo a guardare in noi, e ad esprimere desideri. Come vorremmo vivere domani? No, non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere. Pensate che tutto è successo perché non ne avete più voluto sapere!”
Il sogno dell’umanità, della dignità umana, vivrà nella storia se prima vivrà in noi.
Dal passato, al presente, al futuro.
Di nuovo la coscienza, e la lettura dei segni dei tempi saranno la nostra bussola.
E il coraggio di assumere responsabilità.
Diceva Bonhoffer:
“Intorno tutti dicono è sempre stato così,
che sarà sempre così.
Il giusto si alza
e con coraggio dice: Non deve essere così.”
La vita è destino, ha scritto Vasilij Grossmann. E’ destino di tutti. E’ seria come un destino.
La vita è condivisione con gli altri del valore umano.
Bisogna studiare per questo, parlare con gli altri, seminare cultura. Coltivare lo spirito critico. Non è facile veicolare questo sui social.
Alcide Cervi parlava del raccolto: il nuovo raccolto oggi, è il nostro.
La democrazia nelle nostre mani. Diceva Tina Anselmi: “La nostra storia di italiani ci dovrebbe insegnare che la democrazia è un bene delicato, fragile, deperibile, una pianta che attecchisce solo in certi terreni, precedentemente concimati. E concimati attraverso l’assunzione di responsabilità di tutto un popolo. Si potrebbe far riflettere sul fatto che la democrazia non è solo libere elezioni – quanto libere? –, non è soltanto progresso economico – quale progresso e per chi? –. È giustizia, è rispetto della dignità umana, dei diritti delle donne. È tranquillità per i vecchi, e speranza per i figli, è pace.”
La democrazia è esigente. Ci richiama alle cose essenziali.
Ci parla di Antigone.
Una settimana fa, a Carpi, commemorando i martiri della grande piazza trucidati dai fascisti il 16 agosto 1944, Liliana Cavani ha ricordato che, allora bambina, ha visto quello scempio. Quel ricordo le è tornato vivo nel 1969, quando ha girato a Milano I cannibali.
Si tratta di resistere e cambiare la storia.
Di sollevare e muovere il mondo, partendo dalla coscienza.
È l’uomo che fa la storia. È l’umanità. La libertà è figlia dell’umanità. Può essere una rivoluzione dello spirito. Non violenta. Come ha detto Aung San Suu Kyi, nella sua lezione all’università di Bologna, su spiritualità e politica. Politica è rivoluzione spirituale.
Vi è un principio decisivo in politica: è il principio della sofferenza. Quanto vale il principio della sofferenza in politica? Il teologo Johann Baptist Metz parlava dell’autorità di coloro che soffrono.
Vi sono parole che dicono la sfida:
sobrietà / potenza
menzogna / verità
offesa / rispetto
indifferenza / indignazione
empietà, depravazione / rigore, eticità, compassione
corruzione / integrità
dissipazione / concentrazione
dissacrazione / consacrazione
demolizione / rigenerazione
In politica ha valore anche il silenzio. Ha valore il pensiero. Talvolta sono necessarie le grida. Come il grido recente di Massimo Cacciari per l’Europa che muore.
La vita vissuta come destino umano. Un nuovo destino del mondo ci impegna. Questo nostro tempo ha bisogno di profezia, di un lavoro di rigenerazione sociale.
In Birmania vi è una Scuola Monastica detta della Terza Storia.
Non la mia, non la tua, ma la nostra storia.
Un gruppo di giovani volontari, guidato da Thant Zin Soe, sta girando i villaggi della Birmania per aiutare i bambini a crescere vivendo la terza storia, oltre i conflitti etnici. Una nuova narrazione è possibile. Per la democrazia.
Romano Guardini ha così parlato della coscienza: “Nella responsabilità della coscienza si trova forse la bilancia dell’esistenza, si trova il luogo dove può essere mantenuta in vita la libertà.”
A Casa Cervi ci prepariamo a organizzare per l’anno prossimo “Lezioni di Casa Cervi: etica e vita civile”, con Maurizio Viroli.
Ci prepariamo all’aratura, nella stagione che viene, e poi alla semina e al raccolto. Noi nel campo della storia, nel quale si succedono le generazioni. Nel campo dell’Europa.
Lo stesso campo degli studenti di Monaco della Rosa Bianca.
Merita, questo campo, che vi si dedichi la vita.

Albertina Soliani
Presidente dell’Istituto Alcide Cervi

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