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Cari Amici (di Albertina Soliani)

Cari Amici,

siamo stabilmente impegnati a far fronte alle nostre responsabilità. Il travaglio politico italiano, che non nasce adesso, ha trovato un suo passo, almeno per il prossimo periodo.

Il 2 giugno ero in piazza a Bagnolo in Piano, nel pomeriggio a Bologna con l’ANPI e altre associazioni per sostenere l’antifascismo e l’antirazzismo.

La Costituzione è la nostra bussola, è la Costituzione la misura della nostra democrazia, del governo e del Parlamento, della partecipazione attiva dei cittadini. Siamo vigili e impegnati.

Chi ha sparato al giovane sindacalista africano Soumaila Sacko è fuori dalla Costituzione. L’Italia lo deve sapere. L’Italia lo deve dire. Non ci è consentita la disumanità. Non ci è consentito il silenzio che diventerebbe complicità.

Questa sera torno in Birmania, con Alberto e Virginia e un imprenditore del vetro soffiato. L’Italia e la Birmania lavorano insieme. Vi mando l’intervista che l’Ambasciatore italiano a Yangon, Giorgio Aliberti, ha rilasciato recentemente, prima del suo rientro in Italia per la fine del suo mandato.

Grazie a lui questi ultimi anni sono stati molto importanti per il rapporto tra il nostro Paese e il Myanmar.

Il 2 giugno a Yangon la Festa della Repubblica ha visto la presenza di 300 persone, italiane e birmane.

Venerdì incontrerò Aung San Su Kyi.

Ci rivedremo insieme la sera del 19 giugno alle ore 18.30 alla Rocca di Sala Baganza per festeggiare il compleanno di Aung San Suu Kyi e raccontarci la forza della nostra relazione con la Birmania.

State bene.

Molti cari saluti.

Albertina

Scarica -> Intervista a Giorgio Aliberti di Cecilia Brighi giugno 2018 (pdf)

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